Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, Franceschelli si dimette da presidente della Provincia: si candida alla Camera

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

Un volo senza paracadute. Tutte le fiches messe su un numero, il 25: il giorno di settembre in cui il Paese sarà chiamato alle urne. E, nel caso, a mettere una croce sul nome di Silvio Franceschelli. Il presidente della Provincia di Siena, da ieri ex dopo aver presentato le dimissioni, ha deciso di dare la disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni. Ad attenderlo ci sarebbe il collegio uninominale per la Camera, dove Siena sarà messa insieme a Grosseto. Il segretario Andrea Valenti, che stasera lo proporrà nella direzione insieme agli altri profili da presentare nelle lista per il proporzionale, avrebbe in mano sufficienti garanzie per avere strada libera. Le candidature dovrebbero essere vagliate nel fine settimana dalla segreteria regionale guidata da Simona Bonafè, per poi avere l’ultimo ok dai vertici nazionali. 

 

 


Sono i territori però a tirare le fila e Siena punta quantomeno a confermare i due seggi di quattro anni fa. “Nell’ottobre del 2018 – evidenzia Franceschelli - il Partito democratico, a cui appartengo da sempre, tramite il suo segretario Valenti, che ringrazio per l’opportunità, unitamente ad un gruppo di colleghi sindaci, mi chiesero di candidarmi alla presidenza della Provincia. Con lo stesso spirito di servizio oggi lascio anticipatamente la mia funzione e consegno al partito la mia esperienza affinché possa valutarla nelle opportune sedi politiche”. 
L’analisi è già stata fatta e al sindaco di Montalcino (ruolo che al momento manterrà) è stata concessa l’opportunità di provarci. Per far scattare il semaforo verde sarebbero stati coinvolti anche i vertici regionali. Una necessità, perché per lo stesso collegio era in ballo anche l’assessore regionale Leonardo Marras. Il Pd ha scelto di non scegliere, ovvero, se l’ex presidente della Provincia di Grosseto decidesse di candidarsi (previa deroga della Direziona nazionale), lo farebbe nella lista proporzionale. In pratica un colpo al cerchio e una alla botte, sempre che Marras si faccia avanti: la sconfitta del 2018 lo avrebbe scottato e di fronte a non sufficienti garanzie, potrebbe anche decidere di rimanere in Regione. 

 

 


Più difficile comprendere chi saranno i nomi senesi che rientreranno nel collegio plurinominale della Camera. In ballo resta sempre Susanna Cenni, che dopo tre mandati a Montecitorio, non sarebbe ancora pronta a mollare. Un altro profilo potrebbe essere rappresentativo del capoluogo, ma come sta emergendo anche nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative, di nomi spendili non ce sono poi così tanti. Soprattutto perché con il taglio dei parlamentari gli spazi si riducono. E’ obbligatorio quindi sfruttarli al meglio, tenendo in considerazione che cinque anni fa Siena ha inviato a Roma l’ex ministro Pier Carlo Padoan e, dopo le dimissioni di quest’ultimo, l’ex premier Enrico Letta. Due paracadutati, ma che in certe partite hanno avuto un peso specifico rilevante. Per altro in situazioni non chiuse, come la questione Mps o la Fondazione Biotecnopolo. Questo vale anche per l’altro schieramento, quello di centrodestra, che entro i primi giorni della prossima settimana dovrebbe avere le liste pronte e, ovviamente, aver deciso anche la spartizione dei collegi uninominali. In quello che riguarda Siena, Grosseto può vantare due big, Fabrizio Rossi e Mario Lolini, rispettivamente segretario e commissario per la Toscana di FdI e Lega. Entrambi punterebbero ai seggi plurinominali. Questo potrebbe aumentare le possibilità dell’assessore Francesco Michelotti. 
L’unica certezza, al momento, è il dopo Franceschelli, ovvero David Bussagli, presidente provinciale ad interim e sindaco di Poggibonsi. “Garantisce l’esperienza necessaria per proseguire nelle attività di programmazione in edilizia scolastica definita con i dirigenti in questi anni e copiosa nei suoi contenuti – ha sottolineato il sindaco di Montalcino -, nella manutenzione della rete viaria ed infrastrutturale ed in tutte le attività dell’ente e nella gestione dei rapporti e delle relazioni costruite in questi anni”.