Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, per il pronto soccorso "altri 12 posti letto più un sistema di allerta": è l'annuncio del diggì Barretta

Gennaro Groppa
  • a
  • a
  • a

Nasce un nuovo sistema di alert al pronto soccorso delle Scotte di Siena che sarà attivato quando si arriverà a livelli di attenzione o di emergenza. Ne ha parlato ieri mattina il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria senese Antonio Davide Barretta
Non voglio mai più vedere le ambulanze in fila davanti al pronto soccorso. Quel che è successo lunedì non è la normalità e non deve accadere di nuovo. Si è trattato di un episodio critico generato da più situazioni e concause che si sono concentrate contemporaneamente. Francamente stiamo dando delle risposte che neanche ci competono. Ringrazio i professionisti di questa azienda, e credo che li dovrebbe ringraziare anche qualcun altro, che fanno sempre del loro meglio”. Il dg delle Scotte è tornato sul caos delle ultime giornate al pronto soccorso dell’ospedale delle Scotte. Dopo il botta e risposta con l’amministrazione comunale Barretta ha ripreso a parlare del tema, a margine della conferenza stampa effettuata al policlinico per l’accordo con la Asl sulla chirurgia pediatrica. 

 

 


Abbiamo avuto 160-170 accessi al pronto soccorso – dichiara. – E al momento le problematiche Covid esistono ancora. Su tutti questi accessi alcuni pazienti presentavano anche sintomi del Coronavirus, quindi è normale che abbiano un tempo di gestione più lungo. Quel giorno sono arrivate all’ospedale 42 ambulanze. Ben 70 persone che sono arrivate al pronto soccorso erano codici 4 o 5 (che quindi avevano problematiche lievi, ndr). È giusto – dice ancora il dg delle Scotte – che un’azienda rifletta anche sui momenti di crisi, anche se ne viviamo uno all’anno. Se in provincia di Siena le cure intermedie non ci sono come gestisco questa situazione? Si tratta di temi da affrontare anche con gli enti locali ovviamente. Ho interloquito pure con il mondo del volontariato, con cui mi incontro sempre una volta al mese. L’ascolto su queste tematiche c’è sempre stato e continuerà ad esserci”. 
Nei momenti di crisi si possono però trovare nuove soluzioni alle problematiche o alle criticità. “In settimana approveremo una delibera che permetterà di attuare una serie di iniziative che ho concordato con l’Asl e sulle quali ovviamente ho un dialogo aperto con sindacati e volontariato – ha detto Barretta –. Monitoreremo attentamente la quantità di pazienti al pronto soccorso. Un nuovo sistema di alert scatterà quando si arriverà a certi livelli di attenzione e ad una possibile fase di sovraffollamento. Al pronto soccorso i letti di osservazione breve erano 28, sono già diventati 37. Quando arriveremo a livelli di emergenza ne attiveremo adesso altri 12, gestiti con i professionisti nell’ambito della Medicina. Si verificano anche casi di accessi inappropriati perché relativi a pazienti con codici 3, 4 o 5 provenienti da altre zone, succede anche questo e non deve accadere. Del pronto soccorso deve essere fatto un utilizzo adeguato e appropriato. Al 118 chiederemo di incrementare le ambulanze che devono dimettere i nostri pazienti per liberare più posti letto possibile. Abbiamo anche intenzione di creare un percorso coperto all’esterno del pronto soccorso con una tensostruttura che ombreggerà l’area e nella quale le persone potranno pure essere rifocillate”. 

 

 


Anche Antonio D’Urso, seduto alla destra di Barretta nella conferenza stampa sull’accordo per la chirurgia pediatrica, è tornato sull’argomento e ha parlato di cure intermedie: “Quei posti letto – ha detto il direttore generale dell’Asl Toscana sud est – sono importanti, tuttavia un paziente deve avere le caratteristiche necessarie per andarci. Come noto c’è un progetto al San Niccolò, legato anche ai finanziamenti del Pnrr, che porterà a creare 30 posti letto in più. Abbiamo chiesto un’ulteriore disponibilità alla Rugani ed abbiamo avuto una risposta affermativa. La stessa cosa è avvenuta con Abbadia San Salvatore, tuttavia è auspicabile che si trovino delle risposte a Siena”. 
Con una battuta D’Urso a fine conferenza stampa ha parlato anche di un “modello McDonald’s, dove le file non ci sono mai”. O quasi mai.