Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, appello di ciclisti e pedoni: "Troppi mortali, vogliamo strade più sicure"

Esplora:

Martina Ciliani
  • a
  • a
  • a

C'è da cambiare politica, quella che amministra e interpreta un territorio in funzione di tutti gli utenti della strada, non solo degli automobilisti”. Si esprime così Fabio Masotti membro dell'associazione Fiab Amici della bicicletta, sulla viabilità e gli incidenti stradali che continuano a registrarsi nel territorio senese. I problemi alla base dei diversi eventi drammatici, come l'ultimo in Val d'Orcia e nella vicina provincia di Grosseto, sono stati illustrati in un incontro del Tavolo delle associazioni ciclistiche e podistiche di Siena (costituito all'interno del progetto Strade di Siena), per esporre soluzioni e possibili azioni per arginare alcuni aspetti che influiscono negativamente sullo sviluppo stesso del turismo ecosostenibile. “Intendiamo affrontare le questioni della viabilità minore della provincia di Siena - ha detto Vareno Cucini, coordinatore del Tavolo, - al fine di trovare un equilibrio ambientale, di mobilità dolce e di sviluppo del cicloturismo. Gli incidenti sono sempre maggiori ed è la velocità ad impattare sulla quantità e la gravità degli stessi. I punti più critici? I rettilinei a scorrimento veloce, le carreggiate molto strette dove spesso i pedoni e i ciclisti si trovano a circolare contemporaneamente alle macchine. E poi i percorsi particolarmente trafficati che creano promiscuità. Penso al ponte fra Taverne e Arbia, dove passano pedoni, ciclisti, mezzi leggeri e pesanti. C'è bisogno di un nuovo ponte che renda più facile lo scorrimento di una zona attualmente molto pericolosa”.

 

 

Strade simili ce ne sono un po' ovunque, come fa notare Cucini che ricorda i due ciclisti vittime degli incidenti lungo la Sp 53, l'arteria che collega la Cassia alla Foce e poi a Chianciano. “La strada in questione – spiega – è stretta, rettilinea, carente di limiti o altri dissuasori, soprattutto le auto sfrecciano a velocità folli. Limitare la velocità dei mezzi e far rispettare i limiti già esistenti è uno dei primi compiti che chi amministra la mobilità deve porsi. A questo si aggiunge la spinta che sta acquisendo il cicloturismo, un'opportunità importante da un punto di vista economico ma che rischia di andar perduta se non vengono create strade sicure. Vista la crescente presenza di cicloturisti che vengono a visitare il nostro territorio, su quel tracciato devono essere fatti degli investimenti per rendere sicura la mobilità di ogni utente della strada a partire dai più vulnerabili”.

 

 

Insomma secondo l'Associazione, “Siena deve diventare un territorio amico della bicicletta, ma per arrivare all'obiettivo deve vedere protagoniste le amministrazioni comunali e provinciali con azioni concrete, a partire dalla messa in sicurezza delle strade. Ad esempio, il Codice della strada è stato recentemente rivisto, nuove norme sono state approvate nell'ottica della sicurezza. Servono investimenti che vadano verso una maggiore attenzione per chi si sposta: limite a 30 nei centri urbani, moderazione del traffico, realizzazione di strutture ciclabili, promozione di strade F-bis, ovvero itinerari destinati prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile”. Ma soprattutto, come sottolinea Fabio Masotti, “Creare strutture per pedoni e ciclisti, per bambini e anziani. Strade chiuse al traffico nel momento dell'uscita e dell’entrata dei bambini a scuola: se possono fare un tratto a piedi in sicurezza, non devono essere scaricati dal genitore davanti. Le amministrazioni intervengano, i mezzi ormai ci sono, le leggi pure. Chiediamo che la politica guardi prima il pedone, poi il ciclista, il motociclista e l'automobilista. Più il mezzo è fragile, più deve essere tutelato”. Masotti però si rivolge anche alle associazioni di categoria del turismo: “E' necessario promuovere qualcosa di nuovo per le biciclette, penso agli alberghi e non solo. Il cicloturista che viene a Siena non sa dove mettere il suo mezzo, non sa nemmeno come arrivare in Piazza dato che è sempre più difficile poter tracciare con dei cartelli i percorsi dedicati”. L'invito non è piaciuto però a Rossella Lezzi, presidente di Federalberghi Siena, che ha voluto sottolineare come siano già esistenti delle strutture alberghiere rivolte al cicloturista: “E' tutto presente sul sito Terre di Siena. Le strutture sono state certificate secondo il protocollo per l'ospitalità dei turisti, e con un ente certificatore che è venuto appositamente a verificarne i requisiti”.