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Siena, Università: per il ruolo di rettore è corsa a due tra Carmignani e Di Pietra. Dotta si ritira

Aldo Tani
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La volata finale per il rettorato sarà un testa a testa. Tra Sonia Carmignani e Roberto Di Pietra, perché Francesco Dotta ha annunciato la volontà di ritirarsi dalla competizione. A meno di colpi di scena, quindi, l’Università di Siena domani eleggerà il successore di Francesco Frati. Il rappresentante dell’area medica non ha dettagliato la scelta, ma si è limitato a evidenziare: “Alla luce dei risultati, dopo un’attenta riflessione, ho deciso di ritirare la mia candidatura a rettore”. Se il passo indietro era stato ipotizzato all’indomani del primo turno, è indubbio che nonostante i ringraziamenti di rito ad avversari, colleghi e votanti, la delusione sia tangibile. Medicina confidava di riconquistare la guida dell’Ateneo dopo molti anni. Era l’occasione per cancellare il fallimento del 2016, dove i candidati interni erano due. Dotta, per di più, era un nome di peso anche nelle gerarchie accademiche, essendo stato pro-rettore fino a pochi mesi fa. Invece il primo turno ha smontato parte di queste certezze, pur lasciando un quadro incerto. Meno di cento i voti che lo separavano da Carmignani (301 a 207), con Di Pietra secondo con 280 preferenze. Svantaggio tuttavia sufficiente a consigliargli di interrompere la propria corsa. Decisione che potrebbe avere anche logiche elettorali.

 

 

Nel secondo turno è prevista l’elezione del rettore se uno dei candidati raggiunga la maggioranza assoluta dei voti espressi. Nonostante la frammentazione della prima fase, non è da escludere che Carmignani o Di Pietra avrebbero potuto raggiungere quella soglia. A questo punto, se vorrà, Dotta potrà “dirottare” i voti a piacimento e contribuire a far eleggere un candidato di riferimento. Logiche che appartengono più alla politica che alle elezioni accademiche, vista anche la correttezza tra i tre, ma avere uno o un altro può fare la differenza. Per la tempistica, visto che il rettore resta in carica sei anni, e per quello che attende l’università: attesa a un cambio di passo e pronta a proiettarsi nel futuro.

 

 

Il tandem sembrerebbe più con Di Pietra che con la Carmignani. Non tanto per un rapporto personale, quanto per il sostegno dell’ex rettore Angelo Riccaboni: esponente di quell’area economica come lo stesso Di Pietra. Un ruolo lo potrebbe giocare anche l’affluenza, superiore all’80% nel primo turno. Una partita in bilico, giocata in ogni caso sul filo della continuità. Carmignani per la storia: sarebbe la prima donna rettore in quasi otto secoli di vita dell’Ateneo. Di Pietra per smentire i pronostici.