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Liste d'attesa chirurgiche, il diggì Barretta (Aou Senese): "Tre anni per azzerarle"

Carlo Pellegrino
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Le liste di attesa chirurgiche non solo dovute solo al Covid, ma anche a un trascinamento storico delle stesse. Ciò che fa ben sperare è che il 31 dicembre 2021 sono diminuite rispetto al 31 dicembre 2020, di circa 1.300 unità. Questo dimostra che lo scorso anno, nonostante la pandemia, abbiamo raggiunto risultati importanti”. Il direttore generale Antonio Barretta non può che essere soddisfatto del suo primo anno alla guida dell’Aou Senese: nei primi dodici mesi è riuscito a recuperare una parte di quanto era stato accumulato negli anni precedenti, nonostante l’impegno profuso nel contrasto al Covid con oltre mille ricoveri e circa 90 mila somministrazioni di vaccino del 2021.
 

 

Ma cosa significano 1.300 attività chirurgiche?
L’azienda è in grado di realizzare circa 1.000-1.100 interventi chirurgici programmati al mese. Aver ridotto le liste di attesa di 1.300 unità significa essere riusciti a svolgere un’attività superiore ai nuovi inserimenti in lista di attesa. Per far comprendere l’impegno dei nostri professionisti, significa che ipoteticamente, senza liste d’attesa, avrebbero concluso il lavoro entro la penultima settimana di novembre 2021. Se avessimo operato in questo modo tutti gli anni non ci sarebbero liste di attesa e ciò che è ancora più significativo è che tutto ciò sia accaduto durante una pandemia. Non posso che ringraziare i professionisti dell’Aous per lo sforzo che stanno compiendo”.
Quanti pazienti ci sono in lista?
Ogni anno l’Aou Senese iscrive in lista, per la chirurgia programmata, circa 10.000 pazienti, prestazioni aggiuntive rispetto alle urgenze che ovviamente vengono affrontate nel momento in cui si presentano e che valgono fra i 3.500 e i 4.000 circa interventi l’anno. Nonostante il lavoro del 2021 e i volumi mantenuti elevati anche quest’anno, ad oggi, abbiamo in lista di attesa per interventi non urgenti circa 11.000 pazienti, dei quali 2.000 inseriti da più tempo”. 
Colpa del Covid?
Non del tutto, visto che il 31 dicembre 2019 c’erano quasi 9.500 pazienti non urgenti in lista di attesa. Pertanto, è necessario dotarsi di un’organizzazione in grado di gestire al meglio l’attività chirurgica e di organizzare tutte le risorse affinché i pazienti restino in lista il meno possibile”.
Quanto tempo servirà per abbatterle?
In quanto tempo saremo in grado di operare con liste d’attesa pressoché azzerate non è semplice prevederlo, visto che non sappiamo come evolverà il Covid. Metterci in pari è una priorità dell’Azienda che ritengo raggiungibile nell’arco di tre anni. A scanso di equivoci, preciso che questo arco temporale non rappresenta quanto dovranno mediamente attendere le persone in lista, bensì, il tempo che stimo necessario per raggiungere l’obiettivo sfidante delle liste chirurgiche quasi azzerate. Il fatto che l’anno scorso le liste d’attesa siano diminuite ci dice che la strada intrapresa è quella giusta. Poiché nel 2022 i volumi di attività risultano in proiezione più elevati di quelli del 2021, significa che stiamo proseguendo nell’obiettivo di abbattere ulteriormente il pregresso”.
L’estate, in questo senso, potrà aiutare per l’allenamento dei contagi e dei ricoveri. 
Proprio in questi giorni ho fatto il punto con i professionisti e anticipo che andremo oltre le 840 ore settimanali di sala operatoria della scorsa estate che già rappresentava uno sforzo significativo per il periodo estivo. Questo ulteriore sforzo ci consentirà di sfruttare la pausa estiva per alleggerire ulteriormente la situazione. Superata l’estate, vogliamo poi andare ben oltre le 900 ore settimanali: abbiamo un piano che ci permetterà di fare ancora meglio, sempre auspicando che il Covid ci lasci lavorare. Non posso che ringraziare i professionisti per il lavoro che stanno facendo e che faranno, nel rispetto delle loro ferie ovviamente. L’importante è che il modello organizzativo sia efficace e ci permetta, fra l’altro, di programmare al meglio le assenze per le ferie: in estate tutti riducono l’attività, soprattutto il privato, per noi invece è necessario fare meglio nell’interesse dei nostri pazienti”.
Ci sono settori più in difficoltà?
Ad oggi, le specialità chirurgiche con maggiori liste di attesa sono le chirurgie generali con circa 2.000 pazienti in lista, l’oculistica con circa 1.600 pazienti e le ortopedie con circa 1.200 pazienti. Nella programmazione dell’attività di sala operiamo assegnando priorità alle condizioni di salute dei pazienti e all’importanza delle liste, pertanto, le ore per ogni specialità tengono conto anche del numero dei pazienti in attesa di essere operati”. 
E altri che invece vanno meglio?
Se confrontiamo le liste di attesa per l’attività chirurgica di giugno 2021 con le analoghe liste ad oggi si nota che le specialità che hanno ridotto maggiormente le loro liste sono l’oculistica, la chirurgia pediatrica e l’otorinolaringoiatria che hanno ridotto, rispettivamente, i pazienti in lista di 1.673, di 149 e di 90 unità”. 
Cosa si può dire invece delle visite?
Sull’attività ambulatoriale, e in particolare sulle prime visite, possiamo fare riferimento a due indicatori che ci segnalano come stanno andando le cose: il catchament index e i tempi entro i quali garantiamo le prenotazioni per le visite, tempi che sono fissati, a seconda dalla tipologia di visita, dal livello nazionale e regionale. Il catchment index è il rapporto fra le visite prenotate e quelle prescritte, pertanto, misura la presa in carico dei pazienti per prime visite da parte del pubblico al netto dell’attività libero professionale. Rispetto a questo indicatore la nostra azienda oscilla, a seconda del periodo di osservazione, fra il 60% e il 70%, quando l’obiettivo regionale è raggiungere il 75%. Stiamo cercando di fare meglio e di più. Ma non è infrequente che all’aumentare della nostra offerta l’indicatore non migliori, segno che alcuni pazienti preferiscono scegliere il professionista optando per l’attività libero professionale o il privato accreditato”.
Lei è soddisfatto?
Posso segnalare che, nonostante il Covid, la nostra azienda nei primi cinque mesi del 2022 ha erogato oltre 1.000 prime visite in più rispetto all’analogo periodo del 2019. Per quanto riguarda il rispetto dei tempi di prenotazione, nell’ultimo monitoraggio regionale inerente alle prime due settimane di giugno, risultavano tutti rispettati tranne per tre visite: cardiologica, pneumologica e ginecologica. Su queste siamo intervenuti immediatamente e la situazione sta già migliorando. Purtroppo, la domanda fluttua in modo imprevedibile e il nostro lavoro consiste in un continuo adeguamento dell’offerta. Ci siamo dotati di un regolamento dell’attività ambulatoriale e di uno per quella chirurgica che contiene le regole da seguire per raggiungere i traguardi prefissati, ovvero, abbattere le liste d’attesa chirurgiche e garantire le prestazioni ambulatoriali nei tempi prescritti. Questo sta garantendo dei risultati importanti anche se la strada da fare è ancora tanta”.