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Siena, sanità: rinnovo del contratto per 9.400 lavoratori

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Martina Ciliani
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Sono circa 9.400 i lavoratori della provincia di Siena interessati al rinnovo del contratto collettivo nazionale di Sanità Pubblica per la vigenza 2019-2021. Salario, crescita professionale, diritti e contrattazione sono questi alcuni dei punti al centro dell'accordo tra Aran e organizzazioni sindacali Fp, Cgil, Cisl, Uil, Fpl, Nursing e Nursing Up. Un risultato importante sul fronte dei diritti e del salario e frutto di oltre un anno di trattative per un nuovo ordinamento professionale. Tra le novità del nuovo accordo: l'aumento minimo medio lordo mensile di 90 euro, il miglioramento delle modalità di fruizione dei permessi e dei congedi, la riforma dell'ordinamento professionale e del nuovo sistema di classificazione ma anche differenziali stipendiali in sostituzione al precedente modello delle fasce.

 

 

“Siamo molto soddisfatti del risultato - dice Riccardo Pucci, segretario generale Cisl Siena - anche perché dopo oltre un anno di trattative, nell'ultimo periodo si è registrata un'accelerata sul processo di rinnovo del contratto, tra l'altro già datato visto che riguarda il 2019-2021. Su Siena il discorso interessa i circa 2.200 i lavoratori dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Senese e i circa 7.200 dipendenti dell'Asl”. “Ma - sottolinea - questa è solo la fase iniziale, a settembre inizierà la contrattazione locale, si aprirà allora una stagione invernale di fitte trattative dove il contratto sarà valutato e riportato nella realtà locale affinché soddisfi tutti i professionisti della sanità, ognuno con le proprie competenze”. Con la firma della pre-intesa inizierà infatti un percorso che, passando attraverso il Mef, che ne valuterà la sostenibilità economica, arriverà al tavolo nazionale per la firma definitiva. Da quel momento, come spiega Pucci, “ci sarà un iter di tre mesi per dare modo alle aziende ospedaliere locali di adattarsi alle novità”. Parlando invece di contenuti per il segretario Cisl Siena i punti centrali sono: “La revisione dell'ordinamento professionale, rivisti infatti i profili datati al 1999, ma anche l'adeguamento del salario accessorio e l'istituzione di alcuni nuovi professionali”. Per i firmatari, il nuovo accordo costituirebbe dunque un punto di partenza indispensabile per un possibile rilancio del servizio sanitario: “Nell'atto di indirizzo integrativo – aggiunge – sono state portate dal Governo e come risorse aggiuntive circa 241,6 milioni di euro che hanno permesso la chiusura del negoziato”.

 

 

Un percorso lungo quello che riguarda i lavoratori della sanità ma che vede ora i primi risultati anche sul Senese: “A dicembre del 2021 – spiega il segretario Cisl – siamo arrivati ad un accordo in cui la Regione Toscana si impegnava a mettere in atto un piano di assunzioni per coprire il turn over e per il superamento del precariato, spingendo invece sulle stabilizzazioni. Adesso ne vediamo i primi effetti, l'Azienda Ospedaliera sta già iniziando le pratiche per le stabilizzazioni e le assunzioni, la Asl pare assumerà presto un centinaio di lavoratori. C'è anche una graduatoria aperta per assunzioni ex novo. Insomma – conclude – è un'estate calda”. Ad esprimere soddisfazione per il primo traguardo anche la Cgil Siena: “Un contratto giusto – dice - Lucia Barbi, segretaria generale Fp Cgil Siena - che consente di rispondere a tutti i dipendenti pubblici della sanità impegnati in questi duri anni contro il Covid. E' stato un percorso lungo anche perché i rinnovi contrattuali si inseriscono nelle finanziarie e di fatto sin quando non si arriva alla cifra difficilmente si giunge al tavolo per contrattare. Ma principalmente – spiega – si tratta di un contratto del tutto innovativo per questo è stato necessario del tempo in più per renderlo reale”. Il punto più decisivo spiega Barbi: “E' la revisione del sistema di classificazione del personale che prevede ora 5 aree di inquadramento, ognuna delle quali diversifica al suo interno tre ruoli, quello sanitario, socio-sanitario, quello amministrativo e dunque tecnico e professionali a supporto della ricerca. Allora non più inquadramenti fissi ma flessibili con la possibilità interna di passare da un'area all'altra. Il fatto stesso che siamo ripartiti con i rinnovi contrattuali, prima della scadenza, è già questo un traguardo importante se paragonato al passato. Ma – conclude - è solo l'inizio di un percorso con tante altre sfide davanti”.