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Siena, insulti al Palio e ai contradaioli: si apre il processo a carico del leader animalista

Claudio Coli
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Si apre questa mattina al Tribunale di Siena il procedimento a carico di Walter Caporale, leader di Animalisti Italiani Onlus, querelato e indagato per aver, durante una trasmissione radiofonica, insultato gli organizzatori del Palio di Siena e i contradaioli. Una atavica acredine, quella animalista nei confronti della Festa senese, che stavolta finisce per sbarcare al palazzo di giustizia: l'accusa promossa è diffamazione, con il procedimento che si terrà davanti al giudice Andrea Grandinetti, con convocazione dalle ore 9. Come parte civile compare il Comune di Siena, a tutela degli interessi e dell’immagine della città di Siena e del Palio, come deliberato lo scorso venerdì 10 giugno in Giunta. A rappresentare l'Amministrazione sarà l’avvocato Filippo Cei del Foro di Firenze. Nel capo di imputazione a Caporale è stato contestato come detto il reato di diffamazione, perché, intervenuto nel corso di una trasmissione radiofonica, il leader animalista offendeva gli organizzatori del Palio della città di Siena, definendoli “sadici e incivili” e paragonando i contradaioli ad “assassini, pedofili e stupratori”.

 

 

Epiteti reputati intollerabili dall'Amministrazione e dal Consorzio per la Tutela del Palio, tanto che si procedette nell'aprile 2021 a sporgere querela. A seguito di indagini, lo scorso 18 marzo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena è pervenuto decreto di citazione a giudizio nei confronti di Caporale, indicando, altresì, quale persona offesa l’amministrazione comunale nella persona del sindaco pro- tempore. “Il reato, come descritto nel decreto del Pubblico Ministero – ha affermato la giunta nella sua delibera - risulta lesivo dell’immagine di Siena e del Palio. Il Comune di Siena in qualità di ‘persona offesa del reato’, intende costituirsi parte civile nel procedimento penale al fine di rappresentare e difendere la ‘senesità’, intesa come trasmissione secolare di valori culturali e di civiltà che le diciassette Contrade tramandano da generazioni”.

 

 

L'associazione guidata da Caporale, a seguito della denuncia, ha spiegato che “il presidente Caporale voleva soltanto portare avanti la battaglia in difesa dei diritti degli animali. Sono stati usati paragoni forti per creare un’iperbole, un riferimento metaforico volutamente alterato sul piano contenutistico per eccesso, non per colpire i senesi o il Comune di Siena, ma per sostenere in generale che un animale in qualsiasi contestoal di fuori del proprio habitat, se non lasciato in libertà, è soggetto, inevitabilmente, a sfruttamento umano”. Caporale in una successiva intervista disse che “per noi è motivo di orgoglio essere denunciati da chi non si sente responsabile della morte di decine di cavalli”. Altri insulti verso il Palio e il primo cittadino sono stati recentemente proferiti da Caporale sempre durante una trasmissione radiofonica, una dose rincarata che non farà che soffiare sul fuoco in vista del processo alle porte.