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Mps, cambia il direttore finanziario: arriva l'ex Unicredit Maffezzoni al posto del dimissionario Sica

Aldo Tani
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Il rodaggio di Luigi Lovaglio avrebbe i giorni contati. Dopo quattro mesi di apprendistato all’interno di Banca Mps, l’amministratore delegato sembra pronto a cambiare marcia ed entrare nel vivo della missione che gli è stata affidata al Tesoro. Dalla presentazione del nuovo piano industriale, in programma il 23 giugno, dovrà mettere in pratica le doti di ristrutturatore che hanno contraddistinto le esperienze in Polonia e al Credito Valtellinese. Il tempo a sua disposizione non è infinito, con l’Europa che prima o poi metterà i paletti per far sì che lo Stato esca dal capitale. 

 


Lovaglio, per questa nuova fase, potrà contare sul supporto di Andrea Maffezzoni, che è stato nominato nuovo chief financial officer, ovvero direttore finanziario, al termine del Cda di lunedì. Potrebbe essere definito “l’uomo dei numeri”, ma, per quello che è stato il suo passato, potrebbe rappresentare un qualcosa di più. Arriva al posto di Giuseppe Sica, che come recita la nota dell’istituto di credito, lascia l’incarico “per motivi personali”. Formula classica di certe situazioni, che di solito contiene al suo interno diverse ragioni. L’ex cfo era arrivato nel luglio di due anni fa, a seguito dell’insediamento di Guido Bastianini come ad, ed era stato protagonista di due piani industriali, uno alla fine del 2020 e l’altro a chiusura del 2021. In entrambi i casi i prospetti non erano diventati operativi, tanto che Rocca Salimbeni è pronta a vararne un terzo. Quando, a inizio 2022, Bastianini era stato rimosso dalla cabina di regia, Sica era rimasto al proprio posto. Terminata la fase di transizione, potrebbero essere venute meno anche le ragioni della sua permanenza. Soprattutto, se si guarda al curriculum del successore. Come Lovaglio, Maffezzoni è uomo di lunga militanza all’interno di Unicredit, ed è probabile che i due abbiano una conoscenza pregressa. In più, fino ad agosto del 2021, il neo-cfo è stato a capo della divisione di fusioni e acquisizioni, prima di diventare head of group capital, performance and shareholding management. 

 

 


Se si riavvolge il nastro all’estate di un anno fa, quando Andrea Orcel, ad dell’istituto di piazza Gae Aulenti, dichiarò l’interesse per Montepaschi, Maffezzoni più di una parola a proposito la potrebbe aver detta. Queste sue competenze potranno tornare utili in tempi brevi, non appena le autorità competenti avranno deliberato il via libera al piano industriale, in attesa degli investitori privati che prima o poi dovranno entrare in gioco. Un altro mercato, quello borsistico, ha accolto il cambio dirigenziale con relativa freddezza. Dopo un rialzo iniziale, il titolo ha avuto una serie di oscillazioni, prima di chiudere poco al di sotto dell’1% di ribasso.