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Palio di Siena, Tittia: "Non è un male avere meno contrade, con una scelta più ristretta mi concentro meglio sull'obiettivo"

Marco Decandia
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Giovanni Atzeni è super impegnato. A dispetto dell’estrazione di fine maggio, che non ha visto uscire contrade di riferimento per lui come Aquila, Selva, Onda o Giraffa, il fantino vincitore di entrambe le Carriere del 2019 ha pochissimi momenti liberi per tirare il fiato. Ma non si lamenta. “Sono giorni molto impegnati - sorride, - fatti di incontri e appuntamenti, ma va bene così. Sono felice che sia arrivato il momento di ripartire, soprattutto in questo modo, negli ultimi due anni il cervello è sempre rimasto collegato al Palio e a piazza del Campo. Il periodo di assenza è stato lungo, ma alla fine è volato via”.
 

 

Si ripresenta sul tufo da imbattuto, quindi sarà anche l’osservato speciale: da chi vorrebbe affidarle il cavallo, ma anche dagli avversari…
Quando si rientra da vincente, le cose non potrebbero andare meglio. E’ vero che torno da campione in carica, ma con umiltà: il passato è bello, ma c’è da dimostrare tutto da capo, e sono super motivato.
Si è concluso il circuito delle corse in provincia. Qual è il bilancio?
Qualcosa si è visto, anche se a mio parere era fondamentale riuscire a fare qualcosa in più a Monticiano, rispetto ai soli due appuntamenti che ci sono stati. A Mociano, comunque, i cavalli hanno dimostrato di essere ben addestrati, soprattutto al canape ma anche in corsa. Però, e parlo per me, la cosa fondamentale è vedere cosa fanno in Piazza.
Sarà presente, e con gli occhi ben aperti, fin dalle prove di notte?
Certamente. Vanno bene le batterie della Tratta, ma è in quell’occasione che si comincia a capire come i soggetti più giovani si adattano alla pista.
Parlando delle contrade che correranno il Palio di luglio, è giusto dire che per lei l’estrazione è stata poco fortunata, o è esagerato?
E’ una parola un po’ grossa. Poteva andare meglio, però sono in una situazione buona. Sono tranquillo, ho qualche strada interessante e altre si stanno aprendo. Ci sono state volte in cui sono arrivato con forse troppe contrade, adesso invece il cerchio è un filino più stretto, ma questo non è un male. Gli obiettivi sono precisi e posso concentrarmi ancora di più sul risultato finale. Tutte le cose le affronto così, vedo sempre il lato positivo.

 


Subito dopo la Tratta potrebbero crearsi anche possibilità al momento impreviste?
Sicuro, perché no? Non mi precludo niente.
Quanto sarà importante, in questo quadro, muoversi in fretta il 29, appena verranno assegnati i cavalli?
Sono uno che non perde tempo, neanche un minuto. Ho le idee chiare fin da prima e penso che agire in fretta sarà fondamentale.
In questo momento il legame più forte è con l’Istrice?
C’è un rapporto che viene da lontano, in Camollia ho montato Morosita Prima alcuni anni fa, anche se non siamo stati molto fortunati. E’ una possibilità stra-aperta.
Altre opzioni? Si sente parlare di Bruco e Drago
Vediamo un po’ come vanno le cose. Almeno tre o quattro contrade possibili ci sono, tra le quali queste due sono apertissime e gradite, se si creeranno le condizioni per andare insieme.
Per quanto riguarda i cavalli, si parla di scegliere dieci soggetti esperti per non correre rischi in questa Carriera di ripartenza. Dal punto di vista del fantino come è la valutazione?
Qualche debuttante va buttato dentro, per forza: a dieci nomi esperti non ci si arriva. Però, sul discorso che ci vuole una base forte con quelli che sono già stati in Piazza, sono favorevole.
Esperto è solo chi ha corso, o magari si può includere anche chi ha fatto una o più volte la Tratta?
Lo sono anche quelli che hanno partecipato a qualche batteria perché, anche se magari non sono stati scelti, conoscono la pista, l’hanno già provata e sono visti e rivisti. Adesso, con qualche anno in più, diventano ancora più interessanti.
Big come Remorex e Tale e Quale, che lei conosce bene, ma anche Rocco Nice, hanno 3 anni in più rispetto all’ultima volta che c’è stato il Palio. Può influire sul rendimento, o sono campioni tali che l’età non la sentono?
Spero tanto che sia un peso per i miei colleghi e che li facciano montare a me. Almeno uno, via, mi basta. Faccio con quello.