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Palio di Siena, Lorenzetti (Civetta): "Cavalli, lotto con molti esperti ma c'è spazio per qualche debutto"

Marco Decandia
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Prima dell’estrazione a sorte del 29 maggio, il Palio aveva una sola rivalità in Campo, quella tra Lupa e Istrice. Le trifore, invece, ne hanno creato un’altra con l’uscita della Civetta. Non importa se la bandiera è stata invertita di posto con quella della Pantera. Non conta nemmeno che, nell’euforia, un contradaiolo abbia graffiato il naso del capitano Nicola Lorenzetti, costringendolo a farsi medicare. Il Castellare ha estratto se stesso, in quella giornata di attesa e pioggia, ora è tempo di strategie. “Volevamo così fortemente correre - commenta sorridendo lo stesso Lorenzetti - che ci abbiamo pensato da soli. A parte le battute, è chiaro che, dopo due anni di stop, la voglia di correre era incredibile, senza tralasciare il fatto che c’era già in campo l’avversaria. E’ andata bene così”.

 


Si torna in Piazza dopo due anni, con l’esigenza di rispettare alcune regole per non correre il rischio che si fermi di nuovo tutto. Che invito farà al suo popolo?
Pensare di rivedere il tufo in Piazza è una bellissima emozione, ma è vero che l’amministrazione comunale ci ha fatto una serie di raccomandazioni affinché tutto vada per il verso giusto, dal punto di vista dell’ordine generale ma anche da quello della gestione più specifica della scelta dei cavalli. Naturalmente ne dovremo tenere conto.
Il periodo di stop come è stato vissuto, nel Castellare e nei rapporti con le altre dirigenze?
Come se, alla fine, ogni anno si dovesse correre. I rapporti con le consorelle e con i fantini sono stati mantenuti e alimentati, con tutte le precauzioni che era necessario mantenere per l’emergenza sanitaria. L’unico rallentamento c’è stato per le riunioni che, in genere, sono più estese, ma la possibilità di usare il telefono e la rete ci è venuta incontro. In contrada più o meno è successo lo stesso: ogni volta che è stato possibile fare qualcosa in più, ne siamo stati ben lieti, rispettando tutte le indicazioni, soprattutto durante il lockdown.
Fra il Palio del 2019 e quello del 2022 Siena è stata colpita al cuore dalla perdita di Andrea Mari detto Brio. Per la Civetta è stato un dolore doppio.
E’ proprio vero. Oltre che un amico e una persona con cui abbiamo condiviso momenti bellissimi, abbiamo anche perso un grande fantino, che era vicino alla nostra contrada e lo era rimasto anche dopo la sua decisione di legarsi ufficialmente ad altri colori.
L’infortunio che ha messo fuori uso Carburo, almeno per la Carriera di Provenzano, quanto stravolge le vostre strategie?
Con Giosuè Carboni c’è un rapporto che è nato da tempo e che continua a essere importante, quindi eravamo pronti a prenderlo in considerazione fin dal Palio di luglio. Diciamo che si sono verificate alcune situazioni che non ci facilitano il lavoro, ma non per questo ci perdiamo d’animo.
Gingillo è la prima scelta? Si sente parlare anche di Elias Mannucci e perfino di un possibile esordio di Antonio Mula…
Ci siamo mossi a tutto tondo per allacciare rapporti, questo era inevitabile fin dall’inizio del mio primo mandato, quando Brio prese la decisione di diventare fantino del Bruco. Per noi Giuseppe Zedde è senz’altro un punto di riferimento, ma anche Mannucci è uno che potremmo montare volentieri.
Per questo Palio così particolare, che segna il ritorno dopo la pausa, qual è l’orientamento per il lotto dei cavalli? Solo esperti o lo spazio per qualche debuttante ci sarà?
Un discorso del genere è prematuro. La cosa fondamentale è che arrivino soggetti sani, altrimenti diventa un problema per tutti, principalmente per chi se ne trova nella stalla uno che non lo è. Anche il sindaco, come dicevo, ha fatto delle raccomandazioni, e dobbiamo tenerne conto. Un lotto la cui base sia formata da soggetti esperti dà più tranquillità nella gestione di tutto, ma nelle corse in provincia qualcosa di interessante si è visto. Alla fine, alcuni nuovi potrebbero essere presi in considerazione, ma dipenderà dalle valutazioni che faremo tra capitani, anche in base alle indicazioni di gradimento che ci verranno date dai fantini con cui abbiamo rapporti.
Quindi non è una leggenda che ogni capitano ha in tasca un foglietto con una lista di cavalli graditi ai fantini di riferimento?
E’ una realtà. Ognuno ha le proprie e preferisce montare certi soggetti rispetto ad altri, mi sembra lecito e condivisibile che ne informi la dirigenza con cui potrebbe avere rapporti dal momento dopo la Tratta in poi.