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Siena, stupro di gruppo: accolte tre parti civili sul caso Portanova

Claudio Coli
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Udienza lampo, nel primo pomeriggio di ieri al Palazzo di Giustizia di Siena, per il primo atto dell'udienza preliminare relativa al presunto stupro di gruppo avvenuto a Siena nella notte tra il 30 e il 31 maggio 2021, in una casa del centro storico di Siena durante una festa. Presunta vittima una studentessa 21enne dell'Università di Siena, sono sotto accusa tre maggiorenni, il noto calciatore 22enne del Genoa Manolo Portanova, l'amico Alessandro Cappiello e Alessio Langella. Indagato è anche un minore al tempo dei fatti, la cui posizione, più defilata, è pendente al tribunale dei minorenni di Firenze.

 


Al piano terra dinanzi al gup Ilaria Cornetti ha preso le mosse un procedimento scaturito da una vicenda fragorosa, che portò temporaneamente agli arresti domiciliari i tre maggiorenni. Dopo la verifica delle notifiche, si è proceduto con la richiesta di costituzione come parti civili di tre soggetti, la ragazza che ha denunciato l'abuso (difesa dall'avvocato Jacopo Meini), i genitori di lei e l'associazione Donna Chiama Donna, che si occupa di tutela e sostegno di donne vittime di reati di genere (a rappresentarla l'avvocato Claudia Bini). Ammesse le parti civili, il giudice ha rinviato al 21 giugno, complice anche l'annunciata assenza del legale di Portanova, Gabriele Bordoni, impegnato in un altro processo ad Ancona. Bordoni, nel prossimo appuntamento in aula, potrebbe già avanzare la richiesta di un rito abbreviato per il suo cliente, una mossa atta a velocizzare il percorso ed evitare di prolungarlo in un dibattimento che potrebbe nuocere, visti i lunghi tempi, su carriera e immagine dell'atleta. La difesa non farà sconti in ogni caso, ed è pronta a chiedere il rito alternativo condizionato all'immissione di prove difensive nella convinzione che quella notte ci sia stata la piena consensualità del rapporto. E non un accordo con gli altri ragazzi, come sostiene l'accusa rappresentata dal pm Nicola Marini, per consumare la violenza una volta che la ragazza e il calciatore si erano appartati nella casa dopo essersi sentiti più volte. Violenza che sarebbe stata filmata coi telefonini, e condita per gli inquirenti da "accanimento animalesco", ma che l'avvocato del calciatore ha ricondotto a un "equivoco" frutto di un contesto di leggerezza e superficialità, che la ragazza ha riletto con disagio e imbarazzo l'indomani. Le altre difese - gli avvocati Alessandro Betti per Langella e Antonio Voce e Filomena D'Amore per Cappiello - devono decidere invece se fare istanza per un rito abbreviato. "Valuteremo il da farsi" ha confermato l'avvocato Voce.

 

 


Come detto tra le tre parti civili anche l'associazione Donna Chiama Donna, già impegnata in numerosi casi che riguardano giovani donne coinvolte in casi di molestie e violenze. “Ci è sembrato doveroso costituirci parte civile, volevamo mandare un segnale ed essere a fianco della ragazza - ha precisato Claudia Bini, legale dell’associazione - questo episodio offende tutte le donne”.