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Siena, il complesso Santa Teressa venduto ai francesi: affare da 2.3 milioni di euro

Gennaro Groppa
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A Siena il Santa Teresa, storico immobile situato in via San Quirico nel centro storico, è stato venduto dall’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino alla società francese Artea per un prezzo di 2 milioni e 300 mila euro. È un passaggio che può dare il via alla riqualificazione di un luogo prezioso della città. L’accordo va proprio in questa direzione. Il Santa Teresa verrà recuperato con l’intento di farlo divenire un centro congressuale e un luogo che possa avere una rilevanza anche da un punto di vista turistico-ricettivo, quindi con alcune camere a disposizione di turisti e visitatori. I francesi effettueranno un intervento di ammodernamento e di ristrutturazione dell’antico edificio. Quando verrà perfezionato l’acquisto presenteranno poi quello che è nello specifico il loro progetto di sviluppo dell’immobile. Questi passaggi potrebbero essere realizzati nei prossimi mesi. L’operazione, intanto, è stata chiusa dopo una trattativa che è andata avanti per alcuni anni. Il preliminare di vendita è stato sottoscritto ieri nel palazzo arcivescovile, alla presenza del cardinale Augusto Paolo Lojudice, che è anche il presidente dell’Istituto per la Gioventù Santa Teresa, e Nathan Dubois Stora, legale rappresentate della società francese Artea.

Nell’accordo si legge che “la società Artea si impegna formalmente a fare in modo che la struttura venga recuperata e ristrutturata destinandola alla realizzazione di spazi condivisi ad uso ufficio (co-working), al settore turistico-ricettivo con una precisa destinazione direzionale e congressuale, compresa anche l’attività di somministrazione di alimenti e bevande. Ciò permetterà di recuperare questo importante complesso architettonico restituendolo alla città di Siena”. “Il progetto – fanno sapere dall’Arcidiocesi – è stato condiviso anche con il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, nelle fasi preliminari, accogliendo anche il suo consenso. Hanno partecipato attivamente alla trattativa i due membri del consiglio di amministrazione dell’Istituto per la Gioventù Santa Teresa recentemente nominati dal Comune di Siena. L’Arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, rispettando le finalità statutarie dell’Istituto per la Gioventù Santa Teresa, si impegna formalmente a reinvestire la somma ottenuta dalla vendita del complesso del Santa Teresa per attività legate alla formazione e all’accompagnamento dei giovani a Siena a partire dai settori dello sport, della cultura e ludico-ricreativi”.

L’operazione è utile e importante anche per evitare il deterioramento del bene storico. È più che secolare la storia del Santa Teresa: nel novembre 1914 monsignor Leopoldo Bufalini manifestò nel suo testamento la volontà di fondare in questo edificio un’istituzione per i aiutare i fanciulli bisognosi e per curare i bambini. Nel 1920 con regio decreto nacque quindi l’ospedalino infantile Santa Teresa. Questo luogo, prima di cadere nel dimenticatoio e nell’oblio, ha avuto un peso ed una rilevanza nella città di Siena. Negli ultimi anni c’è stato il tentativo di dare al Santa Teresa una nuova vita. Nel 2010 per volere della Regione Toscana è nata una Fondazione che di fatto ha gestito il bene. Ora ecco la vendita ai francesi di Artea, che avranno il compito di dare nuova luce allo storico edificio e di farlo diventare un polo congressuale della città di Siena.