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Palio di Siena, la pittrice Sergeant: "Drappellone per un popolo di guerrieri"

Annalisa Coppolaro
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Emma Sergeant, l’artista britannica che ha avuto l’incarico di dipingere il drappellone del Palio di Siena di luglio, lavora alacremente, con la consapevolezza dell’onore che le è stato concesso e di dover consegnare il primo cencio dopo la pandemia, il più atteso e quindi anche destinato a essere giudicato con attenzione. Per questo sta dando gli ultimi ritocchi al suo lavoro, si è ritirata in Polonia per mettere sulla seta l’opera che sogna da anni. Emma Sergeant è nota per i suoi ritratti, alcuni esposti alla National Portrait Gallery di Londra, e per opere dedicate ai cavalli. Adesso, però, affronterà una platea sanguigna, che sa amare o respingere tratti e colori senza mezze misure, che può spalancarti il cuore per tutta la vita o chiuderlo per sempre. Ma questo non le fa tremare i polsi, anzi: lo vive come una sfida intrigante.

Emma Sergeant, come procede il lavoro sul Drappellone? Quello che sta portando avanti è esattamente il lavoro che voleva realizzare?

"Sto dipingendo gli ultimi stemmi del sindaco, quello che riporta il motto Libertas e il leone rampante. Spero di finirlo fra tre giorni. Ho fatto del mio meglio per onorare le tradizioni del Palio, ci ho messo tutto l’impegno perché è una cosa a cui tengo particolarmente. A marzo ho deciso quale versione scegliere e mi sono messa a dipingere".

Quando le fu confermato l’incarico, disse che si era avverato un sogno. E’ ancora così?

"Lo è per tutti gli artisti, ma per me è il compimento di una vita professionale: tutti i fili della mia educazione si intrecciano in questo progetto. All'età di 16 anni sono rimasta affascinata dal genio di Paolo Uccello, ad esempio La battaglia di San Romano, l’intervento di Micheletto di Cotignola custodito al museo del Louvre. La prima volta che ho assistito al Palio, è stato come ritrovare il mio capolavoro rinascimentale preferito".

Quando arriverà a Siena?

"Il 24 giugno, per presentare il drappellone e non vedo l’ora. Sarà ancora più significativo perché prima ci sono stati due anni di pandemia, e adesso c’è la guerra in Ucraina, dove è in corso una battaglia per la democrazia. I senesi capiscono cosa significa combattere, fa parte del Palio, loro sono gente tosta, un popolo di guerrieri che ha lottato contro la pestilenza in passato, e oggi contro il virus. Mi ricordano gli ucraini, e quindi sarà ancora più bello dire viva la libertà in questa città. Anzi, viva la Libertas”.