Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Palio di Siena, il sindaco De Mossi: "La storia siamo noi. Sarà una festa di popolo"

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

"La storia siamo noi". Due anni di attesa e a Siena il sindaco Luigi De Mossi fa fatica a trattenersi. "Non lo dico con arroganza - sottolinea il primo cittadino, appena terminata l'estrazione per il Palio del 2 luglio - ma guardate la bellezza di questo popolo civile. Una città che ancora una volta ha dimostrato di saper ripartire. Lo aveva già fatto dopo la Seconda guerra mondiale e lo ha fatto di nuovo. Ma questa volta ha un sapore differente". Lo ha per il primo cittadino e per Siena, che nonostante la pioggia, domenica si è presentata in massa in piazza del Campo: "Si avvertiva il senso della storia. C'è stato il ritorno alla normalità ed è stata la ripartenza di un mondo che non poteva finire e non può finire. Invece c'è stata una risposta straordinaria da parte della città, che in questi due anni ha dato tanto e adesso è giusto che si goda questa festa".

E ancora: "Rispetto al passato non si sono viste le facce tirate che prima della pandemia caratterizzavano questa occasione. C'era nostalgia di questi momenti ed è stato molto bello. Ho visto degli occhi anche un po' più dolci del solito, cioè di quella preoccupazione che accompagna questi momenti. Con le contrade che sfilano e le strategie che iniziano a delinearsi".

L'appuntamento con la Festa vedrà inevitabilmente in prima fila anche lo stesso De Mossi: "Io entro in modalità Palio, anche se con ruoli ben diversi. Io mi auguro che sia una festa di popolo e che antropologicamente fa comprendere che questa è una città che non fa semplicemente una corsa di cavalli". Un Palio che vedrà al verrocchio ancora una volta Bartolo Ambrosione come mossiere. Per lui sarà la sedicesima volta. L'ufficialità è stata data dal sindaco: "È stato confermato. Tutte le contrade sono state molto disciplinate e hanno mostrato voglia di ripartire. Nessuna ha avanzato richieste particolari".