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Siena, morte David Rossi: l'audizione di Gratteri diventa un caso

Aldo Tani
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Tutto e il contrario di tutto. Al magistrato Nicola Gratteri sono stati sufficienti tre minuti di seduta pubblica davanti alla commissione che indaga sulla morte di David Rossi, per creare un caso. Il procuratore di Catanzaro, parlando dell’intercettazione che ha riguardato l’ex parlamentare Giancarlo Pittelli, ha tirato fuori il nome di Giuseppe Mussari. “Abbiamo intercettato anche l’onorevole Pittelli in una conversazione con Mussari in cui commentavano la morte di David Rossi”, ha dichiarato Gratteri. Niente di nuovo per quanto riguarda l’ex senatore, ma una presenza inedita quella dell’ex presidente di Banca Mps. L’ex dirigente ha sempre negato di essere l’interlocutore dello scambio dove Pittelli sosteneva che Rossi fosse stato ucciso. L’intercettazione risaliva al 28 marzo 2018, mentre Mussari, di fronte alla commissione d’inchiesta, aveva dichiarato di aver conosciuto il parlamentare solo due mesi dopo.

 

 

Qualche ora dopo, in una nota diffusa dalla Procura di Catanzaro, è lo stesso Gratteri a rettificare le proprie dichiarazioni, che se confermate, avrebbero riscritto un nuovo capitolo della vicenda: “In data 2 luglio 2018, Pittelli intratteneva una conversazione con l'avvocato Mussari, soffermandosi, in tal caso, sulla vicenda Mps”. Il caso si è quindi chiuso, anche se le prime dichiarazioni del magistrato avevano già smosso la situazione. Poco prima sulla scena era comparso il nome dell’avvocato Guido Contestabile. Una figura che fino a ieri era solo la voce misteriosa che dialoga con Pittelli a proposito della morte di Rossi. “Nel corso delle indagini durate due anni, oltre a intercettare tanti indagati provenienti dalla zona di Vibo Valentia – ha precisato Gratteri -, la Procura di Catanzaro ha intercettato anche l'avvocato Giancarlo Pittelli e nell'attività intercettiva è emersa una conversazione del 28 marzo 2018, tra il Pittelli e l'avvocato Guido Contestabile, nel corso della quale i due commentano la morte di David Rossi”. 

 

 

Il parlamentare, intercettato dai Ros dei carabinieri, si sofferma però anche sulle vicende di Rocca Salimbeni. “Il maggior lavoro – afferma il senatore - lo facevano con Monte dei Paschi e Monte dei Paschi se ne è andata all'aceto, sta saltando Monte dei Paschi. Hanno bruciato in quattro giorni tre milioni e mezzo di euro, tre miliardi e mezzo di euro. In borsa, dei folli sono”. Contestabile, oggi suo legale difensore nel processo Rinascita Scott, dove Pittelli è imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, replica: “Ma lì, eh, la colpa ce l'ha? Visco ce l'ha, sul Monte dei Paschi, Renzi e Visco ce l’hanno”. “Non dovevano farlo, non dovevano finanziarlo”, ribatte Pittelli. A quel punto la conversazione si sposta su Rossi, con quelle che poi sono diventate frasi note, e altri casi di cronaca. “Pure Calvi all'epoca si suicidò, con le tasche piene di pietre, te lo ricordi?”, evidenzia Contestabile, che poi aggiunge: "Eh, Calvi, che epoca quella. Sindona che si è auto-suicidato in carcere con un caffè”. “Bravo”, gli risponde Pittelli, che quindi fa notare: “E’ notorio che in carcere entri la stricnina”.