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Siena, escalation Long Covid: 700 i pazienti seguiti alle Scotte. Medici di base: "Noi in difficoltà"

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Martina Ciliani
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Dalla stanchezza ai problemi cardiovascolari fino ai deficit cognitivi scoperti di recente è questa l'eredità che il Covid sta lasciando su alcuni pazienti che hanno contratto il virus. Anche a Siena l'escalation da Long Covid preoccupa i medici di medicina generale chiamati ora a dover gestire sul territorio questa ulteriore problematica. Ne risentono anche le attività ambulatoriali che si occupano della presa in carico dei soggetti con sintomi da Long Covid: “Al momento - fanno sapere dalle Scotte - i pazienti seguiti sono circa 700. Il percorso ambulatoriale è di tipo interdisciplinare e coinvolge malattie respiratorie, malattie infettive, radiologia, fisioterapia, fragilità cronica negli anziani e, in caso di necessità, sono coinvolti anche cardiologi e neurologi. Funziona come un day service – spiegano - al paziente che arriva al mattino vengono fatti tutti gli esami e le visite previste dal percorso”.

 

 

Ma tutto parte proprio dai medici di medicina generale che valutando complessivamente lo stato di salute del soggetto sono in grado di stabilire la necessità o meno di ospedalizzazione o di eventuali controlli. Si inizia però da una considerazione: “Se i sintomi sussistono entro le 12 settimane dal virus si parla di malattia da Covid sistematica persistente – spiega Roberto Monaco presidente dell'Ordine dei Medici di Siena – se questi invece si prolungano oltre 12 settimane e non sono spiegati da altre condizioni o patologie pregresse a quel punto di parla di sindrome post Covid”. Il quadro senese non è poi così rassicurante: “Ci sono molti casi di Long Covid e ne vedremo ogni giorno di più perché i contagi sono in aumento” e non solo “i medici di medicina generale si sono trovati in grande difficoltà. Dobbiamo considerare che siamo un Paese con una longevità alta il che vuol dire maggiore incremento di polipatologie e tante malattie croniche che devono essere gestite dal territorio stesso. Pertanto il medico di medicina generale oltre a dover organizzare l'attività ordinaria deve mantenere alta l'attenzione sul Covid e adesso anche sul Long Covid. In quest'ultimo caso – sottolinea - alcuni soggetti vengono seguiti dai medici di medicina generale altri per via di alcuni sintomi più importanti richiedono una maggiore attenzione e un controllo da parte di specialisti a seconda della situazione. La verità infatti delle conseguenze possibili dopo il Covid, come abbiamo rilevato, richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge un'ampia platea di professionisti”. La sintomatologia è molto complessa perché: “Ad essere coinvolto è tutto l'organismo: dai problemi respiratori come tosse continua, mancanza di fiato, dispnea, e poi altri sintomi non conosciuti prima, quelli neurologici, la cefalea che può insorgere con il Covid e continuare anche successivamente fino al deterioramento cognitivo, difficoltà di concentrazione, problemi di memoria e di attenzione. I sintomi che fanno più paura sono quelli cardiovascolari, palpitazioni, aritmie, pressione arteriosa, fattori questi che portano a richiedere consulenze cardiologiche”.

 

 

Il rischio è ancora una volta di appesantire il sistema in un momento in cui c'è una carenza significativa di personale: “Mancano tanti specialisti soprattutto ora – dice Monaco - purtroppo i medici sono sempre meno perché non c'è stata una programmazione attenta sulle borse di studio e sulle scuole di specializzazione. E questo gap ci sarà per almeno 4 anni in attesa che arrivino i nuovi specializzandi. Lo sapevamo, ne parlavamo già 15 anni fa, purtroppo non sono stati fatti investimenti importanti. Ma la sanità non è un bancomat ed investire in salute dovrebbe essere la priorità in un Paese civile”. E poi i tanti cavilli della burocrazia che portano a rallentamenti continui: “Con il ministro della salute Roberto Speranza stiamo lavorando per sburocratizzare la sanità affinché si riduca il tempo che il medico passa davanti allo schermo del computer per dedicarsi invece al paziente”. Sul Long Covid il presidente ha lanciato due ultimi consigli: “In primis rivolgersi sempre al proprio medico per una anamnesi accurata dalla quale discernere se si sintomi sono legati al Covid ed escludere altri problemi”, l'altro oltre ad essere un suggerimento suona anche come una riflessione: “Perché non risolvere il problema del Covid alla base e dunque vaccinandosi? Abbiamo ancora tanti contagi giornalieri, vaccinarsi è fondamentale perché ci tutela dall'aggravarsi della malattia”. Sulla quarta dose per tutti Monaco dice: "Sì è necessaria. Con questo virus dovremo conviverci ancora per qualche anno, la prevenzione è l'unica via. Adesso sono in fase di studio alcuni vaccini che metteranno insieme virus influenzale e Covid, diventerà una prassi finché non ci sarà una negazione”. Ai no vax, il presidente risponde: “Il vaiolo ha prodotto 20 milioni di vittime ma grazie alla vaccinazione non esiste più. Insomma è proprio il caso di dire, citando Gramsci: la scuola insegna ma non ha scolari”.