Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Siena, la Regione fa traslocare Buyfood a Firenze: scoppia il caso

Esplora:

Aldo Tani
  • a
  • a
  • a

Siena è costretta a passare la mano sul Buyfood Toscana. Controvoglia e non senza polemiche. Eppure la Regione ha deciso di organizzare la quarta edizione a Firenze: in programma l’11 e 12 ottobre. Un colpo di spugna su quanto fatto al Santa Maria della Scala nei primi tre anni, quando l’evento dedicato ai prodotti agroalimentari di qualità era stato lanciato nella speranza che diventasse un punto di riferimento per gli addetti ai lavori. Così era stato, nonostante il Covid avesse limitato la portata dell’iniziativa. Retto l’urto, gli organizzatori hanno deciso però di guardare altrove.

 

 

Una scelta non condivisa da Siena, con Stefania Fattorini che ha parlato di “una decisione che lede tutta la comunità senese”. L’assessore ha quindi puntato il dito contro quella che ritiene la responsabile di questa scelta: “Togliere questo evento alla nostra città è inspiegabile, anche visto il grande successo delle ultime edizioni. La visione ‘Firenze centrica’ dell’assessore Saccardi è miope e rischia di penalizzare fortemente il resto dei territori, Siena per prima”. Le accuse hanno viaggiato in un senso solo, perché la vicepresidente regionale ha preferito evitare una scontro frontale. Piuttosto ha deciso di soffermarsi sulle ragioni che hanno mosso la giunta: “Buyfood Toscana è stata pensata ed è nata come una manifestazione itinerante. Il fatto che sia stata fatta per due anni consecutivi a Siena (tre in realtà, contando l’edizione zero, ndr) è stato in gran parte legato al Covid, che ha agevolato la scelta di mantenere la stessa location per motivi di praticità”. Saccardi ha voluto anche chiarire le caratteristiche dell’evento, pensato per gli addetti ai lavori. “In quanto evento tecnico riservato a qualche decina di buyers – ha aggiunto l’assessore -, non è una manifestazione pubblica e non richiama le consuete presenze numerose che allora sì, nell’economia dell’indotto turistico di una città, possono fare la differenza. Quest’anno la organizziamo a Firenze come il prossimo anno potrà essere allestita in un altra città, per dare modo a tutti i territori di accoglierla e dar peso e visibilità ad ogni realtà produttiva della nostra Toscana, senza lasciare indietro nessuno”.

 

 

Spiegazioni forse tardive per Anna Paris, consigliere regionale Pd, che si è unica alla crociata senese, presentando un’interrogazione urgente per capire le ragioni della nuova collocazione: “Mi sembra importante raccogliere le tante sollecitazioni che arrivano dal territorio per questa scelta che, alla logica dei dati sopra riportati, appare quantomeno immotivata e preoccupante perché penalizza un principio essenziale dell’azione di governo, quel concetto di Toscana diffusa”. Più cauta nei toni si è mostrata la deputa Susanna Cenni (Pd), che ha esortato il territorio a farsi di nuovo avanti: “Per Siena è una perdita importante. Non conosco nel dettaglio le ragioni di questa decisione, ma spero soprattutto che le principali istituzioni locali si attivino per difendere e recuperare questa occasione, importante per i produttori, per i consorzi, per l’agricoltura senese e per la città tutta”.