Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Mps, tutti assolti e De Mossi tuona: “Sarà la storia a giudicare”

Marco Decandia
  • a
  • a
  • a

La Corte d’appello di Milano, due giorni fa, nel processo sulle operazioni di finanza strutturata per coprire le perdite derivanti dall’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps, ha ribaltato le condanne inflitte in primo grado agli ex vertici di Rocca Salimbeni. Una sentenza inaspettata, che ha scatenato un vespaio di commenti anche a livello internazionale.

 


Sull’argomento, è molto duro il sindaco di Siena, Luigi De Mossi. Dopo essersi preso il tempo per riflettere ed elaborare la notizia, tuona: “Una sentenza di tribunale può assolvere, nello specifico, gli imputati, come è successo a Milano. Ma il tribunale della storia giudicherà con severità un intero sistema di potere senese che ha portato al disastro della terza banca del Paese”. E ancora: “Da avvocato, so bene che le sentenze non si commentano, si rispettano. Ma da cittadino e da sindaco so altrettanto bene come, al di là delle responsabilità legali o penali individuali di singoli amministratori della banca, sia forte e ineludibile la responsabilità di un intero sistema. Quello del centrosinistra senese che ha per decenni, in raccordo anche con il piano nazionale, costruito le condizioni ambientali perché Monte dei Paschi finisse per implodere. Intrecciando in modo perverso, con eccessiva e inopportuna familiarità e prossimità, finanza, istituzioni, politica, scegliendo le persone evidentemente sbagliate, gestendo ogni posto disponibile in una logica monolitica, e finendo per narcotizzare una città e soffocarne le energie. Queste non sono forse responsabilità perseguibili in un’aula di giustizia. Ma su di esse il tribunale della storia ha già espresso una condanna durissima, e così la comunità di Siena. Una città ferita, e oggi ancora più amareggiata da una sentenza che non individua colpevoli al disastro e non offre l’occasione di un risarcimento almeno simbolico e morale. Una città che non dimentica”.

 


Francesco Michelotti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia e assessore nella giunta De Mossi, si allinea: “Pur rispettando le sentenze, e posto che con ogni probabilità la Procura potrebbe fare ricorso per Cassazione, rimaniamo convinti nel giudizio di condanna politica verso l’ intero sistema di potere senese dell’epoca”.
L’ex sindaco Bruno Valentini rincara: “Non so in base a quale diavoleria giuridica sono stati assolti quelli che hanno acquistato una banca senza verifica effettiva del suo valore e nascondendo perdite e crisi di liquidità con operazioni spregiudicate, ma per me Mussari e Vigni restano colpevoli, davanti alla storia, del reato di aver danneggiato gravemente una comunità intera. Mi vergogno dei 600 mila euro versati da Mussari al Pd”.