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Siena, Mps: piano industriale il 23 giugno

Aldo Tani
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In calendario è una data da circoletto rosso. Il 23 giugno il mondo finanziario conoscerà gli estremi del nuovo piano industriale di Banca Mps. Luigi Lovaglio, che per la prima volta da quando è arrivato a Siena si è esposto con gli analisti, ha dato a tutti appuntamento per quel giorno. Per conoscere i dettagli della galassia Montepaschi risulterà obbligatorio non mancarlo, perché, presentando la prima trimestrale 2022 e facendo il punto della situazione, di dettagli ne ha forniti pochi. Per quanto riguarda i dati, Rocca Salimbeni ha fatto segnare un utile da 10 milioni. Non un dato esaltante, dal momento che è in netto ribasso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando chiuse in attivo di 119 milioni. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, nell’ultima parte del 2021 aveva fatto segnare un passivo di 79 milioni.

 

 

Se i numeri, in una situazione come quella di Montepaschi, non sono mai secondari, è possibile azzardare che per questa volta un po’ lo fossero. L’attenzione era infatti rivolta alle parole del nuovo amministratore delegato, con la speranza di avere sprazzi di futuro. A partire dal piano industriale. “Stiamo focalizzandoci su poche e chiare priorità: il sostegno dei nostri clienti, il miglioramento dell'efficienza operativa, il mantenimento di un basso profilo di rischio, la ricostruzione della solidità della banca e della capacità di essere profittevole in modo sostenibile”, ha affermato il dirigente, che, guardando a chi sarà chiamato a dare l’ok definitivo, le autorità europee, ha aggiunto: “L'aspirazione è avere un business plan che è bene percepito dalla Bce. Non posso dire adesso con sicurezza che tutto sarà sistemato per il giorno della presentazione ma rifletteremo le indicazioni della Bce e speriamo che possa avere la sua positiva validazione”. La pianificazione però non è l’unica priorità. “Le azioni più urgenti che Mps deve intraprendere sono sul lato dell'efficienza, perché siamo consapevoli che la struttura dei costi della banca richiede aggiustamenti in relazione alla capacità di generare utili”, ha evidenziato Lovaglio, prima di soffermarsi sui prossimi scenari: “Mps ha un enorme potenziale commerciale, sto lavorando con il team per rivedere il piano industriale, il risultato di questo lavoro lo vedremo il 23 giugno, i risultati del primo trimestre vanno visti in questa prospettiva”.

 

 

Il contenimento dei costi va di pari passo con altre grane da risolvere. “In tema di crediti deteriorati – ha precisato il banchiere - vogliamo mantenere un approccio conservativo. Per quanto riguarda i rischi legali, sono consapevole che si tratta di un’area critica per noi e che dobbiamo dare chiarezza al mercato in merito a quale approccio avremo”. La giornata però per Mps non si è chiusa in modo trionfale. A Piazza Affari il titolo ha avuto un calo del 5,05%.