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Siena, docente di musica palpeggiò alunna: condanna e interdizione perpetua

Claudio Coli
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Molestò sessualmente una giovane palpeggiandola durante un corso pomeridiano di musica: un docente di 63 anni è stato condannato ieri dal tribunale di Siena a una pena di 2 anni e 6 mesi con l'accusa di violenza sessuale. A emanare il verdetto, nella tarda mattina di ieri, il collegio presieduto dal giudice Simona Spina, che ha disposto anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici del professore, oltre che il pagamento di una provvisionale del danno da 5mila euro (il quantum sarà definito in separata sede civile con un'azione autonoma) e la refusione delle spese processuali. 

 


La vicenda prende piede nel 2020 nella zona sud della provincia di Siena, protagonista una ragazza poco più che ventenne, lavoratrice, che appassionata di musica e già dedita alla pratica degli strumenti, decise di prendere lezioni pomeridiane presso una struttura pubblica. Dopo una prima regolare lezione, nel corso della seconda avviene il fattaccio perché il docente, dipendente statale, come denunciato, allunga le mani e palpeggia la ragazza, che subito interrompe il corso e corre a segnalare alle autorità competenti quanto successo. Ad inchiodare l'accusato un sms inviato alla stessa vittima delle molestie, dove assicurava che ciò che era accaduto “non sarebbe successo più”. L'iter giudiziario è stato molto rapido – come spesso avviene per i casi da codice rosa – col docente indagato e rinviato a giudizio, e il dibattimento che è iniziato alla fine del 2021. Due mesi di istruttoria sono bastati per arrivare alla discussione tra le parti, col pm Niccolò Ludovici (in sostituzione del titolare del fascicolo Daniele Rosa) che ha chiesto 3 anni di pena. Uscito dalla camera di consiglio, il giudice ha emesso la sentenza, che potrebbe ora costare il posto di lavoro al professore, vista l'interdizione perpetua.

 


Il procedimento potrebbe inoltre avere degli strascichi, dal momento che il giudice ha deciso di far esaminare le posizioni di alcuni dirigenti scolastici superiori del docente, profilando l'omissione d'atti d'ufficio, dal momento che quest'ultimo risulterebbe recidivo per avere patteggiato in passato una pena per un altro caso di molestie sessuali. Ed inoltre saranno valutate anche le posizioni di due testimoni in ordine a una possibile falsa testimonianza, in quanto durante l'istruttoria questi avrebbero rinnegato alcune dichiarazioni rese a sommarie informazioni nel corso delle indagini, condotte dalla Polizia di Stato. “Sono soddisfatto dell'esito processuale – ha commentato l'avvocato Angelo Greco del foro di Siena, difensore della ragazza insieme al collega Caruso del foro di Napoli – anche se ne avremmo fatto sicuramente a meno vista la gravità della vicenda. La mia assistita si era affidata al docente per affinare la tecnica musicale, subendo invece delle molestie”.