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Siena, hub anti-pandemico: "Fauci pronto a collaborare". L'annuncio del ministro Speranza

Carlo Pellegrino
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Anthony Stephen Fauci è pronto a collaborare con l’hub anti-pandemico di Siena. L’annuncio è arrivato dal ministro della salute Roberto Speranza, che ha incontrato l’immunologo a Washington durante il viaggio negli Stati Uniti. “Fauci ha dato la sua disponibilità a collaborare con l’Italia e in modo particolare con la nostra comunità scientifica al lavoro sull’hub anti-pandemico di Siena – il post su Facebook del ministro della salute - Fauci è uno dei più autorevoli scienziati al mondo: nei primi del Novecento suo nonno è arrivato a New York dalla Sicilia. E’ stato un onore ed un vero piacere incontrarlo”. Speranza ha anche ricordato che sul centro di prevenzione a Siena il Governo investirà 360 milioni. Il biotecnopolo, futuro hub antipandemico, incassa quindi un’approvazione prestigiosissima da parte di uno dei massimi esperti al mondo di malattie infettive. Consigliere medico capo del presidente degli Stati Uniti Joe Biden dal 20 gennaio 2021, è il volto degli Stati Uniti d’America nella lotta al Covid. In realtà lo scienziato, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, è consulente della Casa Bianca da oltre trent’anni, fin dal 1989 sotto la presidenza Regan. L’idea che uno scienziato di questo livello, tanto autorevole da permettersi di correggere diverse volte Donald Trump sulle avventate dichiarazioni dell’ex presidente sulla pandemia e da meritarsi cinquanta titoli onorari di dottorato in Università di tutto il mondo, possa in futuro collaborare con Siena e le sue eccellenze nel campo della ricerca, rende ancora più avvincente la sfida che nei prossimi anni attende il biotecnopolo.

 

 

Il governatore Eugenio Giani, che di scienze della vita e Siena parla spesso, non ha esitato a definirsi felicissimo per questa novità. “L’hub anti pandemico di Siena – ha ricordato il presidente - nasce da un lavoro prima di tutto fatto dalla Regione con la costituzione della fondazione Tls dal quale, durante la pandemia, veniva un lavoro di ricerca e di sperimentazione unico in Italia e al mondo, pensate al lavoro fatto sugli anticorpi monoclonali. Ora il Governo ci ha investito, il tecnopolo ispirato da Enrico Letta ha portato a varare nella finanziaria notevoli risorse che poi sono quelle che a poco a poco sono indicate dal ministro Speranza. Noi siamo felicissimi e davvero ringrazio il ministro Speranza per aver attivato rapporti come quelli di assoluta autorevolezza a livello internazionale con Fauci”. Eppure la partita non è né semplice né scontata. Lo hanno dimostrato i numerosi interventi, da parte degli addetti ai lavori e della politica, durante le ultime settimane. L’idea del biotecnopolo, nata in effetti come qualcosa di simile a una promessa elettorale del segretario dem Enrico Letta, rappresenta un’opportunità forse irripetibile per la Siena che guarda oltre il suo orgoglio cittadino, quello del Palio e di Mps, e vuole crescere a livello mondiale attraverso le sue eccellenze nella ricerca: le aziende delle scienze della vita, appunto, e ovviamente l’Università e i suoi studiosi. Qual è il timore (di alcuni)? Di non essere coinvolti nel progetto e di restare in qualche modo esclusi anche dai corposi finanziamenti in arrivo: ballano tanti soldi, in grado di cambiare il futuro di Siena nei prossimi lustri. Anche perché partendo dal nascituro biotecnopolo, che vedrà la luce con un tesoretto di circa 37 milioni per i primi tre anni e 16 milioni a partire dal terzo anno, attraverso il recente emendamento di bilancio inserito nella Finanziaria il Parlamento ha alzato il tiro scegliendolo come hub anti-pandemico.

 

 

Una dimensione che cambia: se il biotecnopolo doveva essere una realtà regionale, capace di occuparsi della ricerca nell’ambito delle scienze della vita per la regione, l’hub pandemico assume una connotazione nazionale. L’arma scelta dall’Italia se dovesse arrivare un’altra pandemia, il pulsante da premere se un altro Covid dovesse scuotere il Paese per non farsi trovare impreparati e del tutto indifesi come a febbraio del 2020. Più responsabilità e più soldi, quei 360 milioni annunciati da Speranza e che prossimamente (da capire come e quando) dovranno dare anima e forza alla ricerca. Un pezzo alla volta, ovviamente. Perché il biotecnopolo è ancora in una fase embrionale e il primo passo ufficiale dovrà essere la presentazione dello statuto. Sono passati più dei 10 giorni annunciati l’8 aprile da Enrico Letta affinché lo statuto vedesse la luce. Sabato il deputato sarà a Siena per lanciare la campagna elettorale del Pd per le elezioni comunali del 2023: ghiotta occasione in cui il segretario dem potrebbe tornare a parlare del progetto, magari proprio annunciando lo statuto. Se sarà uno strumento di pace e di collaborazione tra le realtà del territorio, o di nuove polemiche, lo dirà il tempo.