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Fondazione Mps, Carlo Rossi confermato presidente

Aldo Tani
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Per la Fondazione Mps non ci saranno sedute supplementari. Dopo giorni di passi in avanti solo accennati, sono stati definiti i quadri direttivi dell’ente di palazzo Sansedoni per il prossimo quadriennio. Non è stato semplice trovare la quadra, ma sin dalla mattina è apparso chiaro che i rappresentanti della deputazione generale avevano tutto l’interesse a dare la fumata bianca ai nuovi vertici. Solo in parte in realtà, perché alla presidenza viene confermato Carlo Rossi, che avrà di nuovo vicino per quanto riguarda la deputazione amministratrice Grazia Baiocchi e Stefano Bernardini. Chi entra, e in questo caso non ci sono sorprese, Monica Barbafiera e Alessandro Manganelli. Alla presidenza del collegio dei sindaci revisori approda Claudio Gasperini, affiancato da Claudia Sideri. Il terzo membro, espressione del ministero dell’Economia, sarà nominato successivamente.

 

 

Per quanto concerne i posti lasciati vacanti da Barbafiera e Manganelli nella deputazione generale, la loro sostituzione è prevista nelle prossime settimane. I due nomi spettano all’amministrazione comunale, che può essere considerarsi vincitrice del lungo braccio di ferro. Andato in onda per tutto il giorno, con i deputati che dopo l’appuntamento prima di pranzo, si sono rivisti nel pomeriggio. A quel punto il discorso nomine è entrato nel vivo e rispetto all’orario delle 15,30, il faccia e faccia è stato ritardato di almeno un’ora. Un tempo necessario a limare i contrasti e presentarsi finalmente con la lista definitiva. Trovata una sintonia, la strada è stata in discesa. 

 

 

In meno di due ore è stato prima approvato il bilancio e poi chiusa la partita per la deputazione amministratrice. Se le nomine potrebbero aver lasciato qualche strascico - l’alternativa era rimettere tutto in discussione a partire dal nome del presidente e comunque il Comune con quattro voti aveva comunque potere di veto – a mettere tutti d’accordo dovrebbero essere i numeri registrati nel corso del 2021. La situazione patrimoniale, rafforzata dai 150 milioni dell’accordo transattivo con Banca Mps, si attesta a 564 milioni: quello 2020 era di circa 454 milioni. Crescono in modo sensibile anche gli utili e soprattutto le erogazioni, quasi raddoppiate rispetto al precedente consuntivo: 16,5 milioni.