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Molestata dal professore a Siena, il legale del docente: "Si scusa, era in buona fede"

Claudio Coli
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È stata già sentita dagli investigatori la ex studentessa del Liceo Artistico Duccio di Buoninsegna di Siena che ha denunciato anni di molestie sessuali per mano di un docente, che secondo le sue accuse, fin da quando aveva 15-16 anni, la riempiva di sgradite attenzioni, commenti sessuali espliciti sui social e gesti equivoci, provocandole grossi disagi personali. “Posso dirti che sei particolarmente stupenda? Non vedo l'ora di vederti. Sei bellissima, abbronzata poi. Non sentirti in imbarazzo se non ti staccherò gli occhi di dosso” sono alcune delle frasi diffuse dalla difesa della giovane che venerdì 22 aprile ha convocato una conferenza stampa per rivelare la vicenda. Assistita dall'associazione Donna Chiama Donna, la giovane, ormai diplomata, è stata ascoltata nelle scorse settimane in Procura dalla Polizia Giudiziaria, delegata dall'autorità giudiziaria che aveva ricevuto la segnalazione dei fatti dalla dirigente scolastica del Liceo Artistico, a sua volta attenzionata dall'associazione e dagli altri studenti.

 

 

La giovane ha raccontato la sua versione dei fatti agli inquirenti, che proseguiranno adesso negli accertamenti per ricostruire i vari episodi incriminati, che si riferiscono al 2019-2020. Al momento il docente non risulta indagato, e non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. La sua posizione è vagliata anche dalla scuola stessa (sono aperti due procedimenti disciplinari). Secondo la tesi difensiva del docente – che ha 30 anni di carriera alle spalle – dietro quelle frasi non c'erano intenti molesti, tutto sarebbe da ricondurre a un rapporto confidenziale e cordiale sempre costruito con gli alunni. Soprattutto durante il periodo del lockdown, per mantenere supporto e vicinanza. "È stato un fulmine a ciel sereno -spiega il suo avvocato difensore Maurizio Forzoni - non c'era malizia, sa di aver sbagliato perché magari alcune espressioni erano fraintendibili, ma era in assoluta buonafede e si scusa con la ragazza e tutte le donne. Da ottobre 2020 non ha scritto nessun altro commento e non ha mai compiuto materialmente molestie a scuola".

 

 

Non convince poi la tempistica con cui la questione è stata sollevata, anni dopo le presunte molestie, e la convocazione di una conferenza stampa. "Si è voluto mettere alla gogna il professore" obietta Forzoni, ma su questo il difensore della ragazza precisa: “C'era paura di possibili ritorsioni a livello scolastico – afferma l'avvocato Claudia Bini – ha maturato col tempo forza e determinazione e ha deciso infine di denunciare, anche per fare in modo che questi episodi non coinvolgessero anche altri studenti”. Secondo la difesa del docente ci sarebbe già stato un chiarimento tra le parti, nel marzo 2021, su Instagram. "Poi - specifica Forzoni - il rapporto era proseguito cordiale sui social". "Ci risulta uno scambio di messaggi – conclude l'avvocato Bini – ma che probabilmente non è servito a sistemare le cose”. La faccenda ha avuto un grosso eco mediatico in tutta Italia: “Ci ha stupito – ammette l'avvocato della giovane – speriamo sia l'occasione per un ripensamento di certi atteggiamenti, gli adulti sono i primi da formare”.