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Baby gang di ragazze a Siena, il questore: "Indagare sul disagio che c'è dietro"

Claudio Coli
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“Il nostro intervento è solo lo stadio terminale: dobbiamo capire perché avvengono certe cose, ci sono problematiche sociali più profonde da indagare”. Così il Questore di Siena, Pietro Milone, commenta l'operazione condotta dalla Polizia senese che ha permesso di sgominare una baby gang di ragazze minorenni che seminava il terrore tra le coetanee e diffondeva online e via chat i video delle violenze perpetrate, per umiliare le vittime. Dieci minori sono state oggetto di perquisizione e risultano sotto indagine da parte della Procura Minorile di Firenze per atti criminali commessi, sia attraverso i social che fisicamente. Nei prossimi giorni sosteranno gli interrogatori. La gang in rosa era formata da ragazze perlopiù quattordicenni e quindicenni, si contestano almeno 10 episodi avvenuti tra il giugno 2020 e il febbraio 2022, molti dei quali verificati da filmati apparsi sui social media e circolati su WhatsApp. La banda prendeva di mira altre ragazze prima sui social network, poi le stesse venivano condotte con la forza sia in aree alle porte della città – come la zona industriale dismessa a Taverne d'Arbia – che in pieno centro, in via della Vecchia, sotto la Fortezza Medicea da loro chiamata “Ring”, o in alcuni vicoli cittadini e nel sottopassaggio degli autobus in Piazza Gramsci e alla Galleria Metropolitan in Piazza Matteotti.

 

 

Circondate dai membri della gang, le giovani venivano bullizzate, malmenate e derise, e il tutto veniva immortalato dai telefoni e diffuso in rete, per aumentare il senso di umiliazione e di sottomissione. Le indagini della Questura sono state rapide e risolute, e sono riuscite a ricostruire il modus operandi della banda, ruoli e responsabilità, grazie a quanto riferito da vittime, testimoni, e monitorando i social. La banda è stata fermata ma per il Questore l'iniziativa della Polizia non può bastare, serve un lavoro più radicato e compartecipato di prevenzione: “Si registra – afferma Milone – un forte disagio giovanile, dobbiamo capire perché sfocia nella violenza. E c'è una spettacolarizzazione della violenza stessa, oltre che scarsa paura e poca riflessione sul fatto che video e foto costituiscono prove dei loro reati. Va fatto un lavoro profondo e complesso con scuola e genitori, sicuramente il lockdown e le chiusure dovute all'emergenza Covid hanno acuito certi disagi fra i giovanissimi”. Vicende così colpiscono specialmente perché una città tranquilla e civile come Siena non ne era abituata: “Ma il trend – assicura Milone – è generazionale e non riguarda solo Siena”.

 

 

Prima della gang al femminile la Polizia era entrata in azione per disarticolare un'altra banda giovanile, tutta maschile, che si dilettava in pestaggi e violenze in giro per il centro. “Manteniamo altissima l'attenzione – conclude Milone – come poliziotti ci stiamo sempre più aggiornando e addestrando per cogliere i segnali che arrivano dai giovani, in modo da carpirne la fiducia”.