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Siena, rave party a Murlo: scattano le denunce. Molte persone in possesso di sostanze stupefacenti

Marco Decandia
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Due giorni sotto assedio, tra musica ad alto volume, massiccio spiegamento di forze dell’ordine e timori diffusi tra la popolazione. Sono trascorse così le festività nella zona di Murlo e Casciano per il rave party che ha cominciato a prendere forma sabato sera per esplodere domenica e ieri, sia nella sua forma che nell’impiego di personale preposto a tenere il controllo in pugno il più possibile. Mezzi della polizia, dei carabinieri, della Guardia di finanza, dei vigili del fuoco, ma anche rappresentanti della Protezione civile, hanno pattugliato costantemente gli ingressi alla zona dell’ex Tiro a segno a Fontazzi, dove sono riuscite a radunarsi circa 1.500 persone, a cominciare dalla notte tra sabato e domenica. Quando è scattato l’allarme per il via vai di mezzi sulla Siena-Grosseto diretti appunto al bivio per Fontazzi, i primi a essere allertati sono stati i carabinieri di Montalcino, competenti per quella fetta di provincia senese ricca di risaie e aree boschive, i quali hanno passato parola a tutti i comandi. Velocemente, sono arrivati rinforzi dell’Arma da Siena e da altre stazioni limitrofe, ma anche la polizia e le altre forze dell’ordine, che per due giorni hanno impedito ulteriori arrivi.

 


Sulla possibilità di intervenire, massimo silenzio da parte dei tutori della legalità, visto che si trattava di un terreno privato, dove non è semplice fare irruzione per bloccare la rumorosa festa non autorizzata e raccogliere le generalità dei presenti, soprattutto degli organizzatori. Quando il proprietario dell’area, Giovanni De Andreis, ha presentato denuncia ai carabinieri per occupazione abusiva di terreni, ha contribuito a rendere più agevole il loro lavoro. Secondo testimonianze raccolte sul posto, sarebbero stati proprio lui e la sua famiglia a rendersi conto per primi di cosa stava avvenendo, temendo che il traffico massiccio in arrivo fosse segno di un tentativo di furto. Invece era il risultato di un passaparola attraverso i social network che ha richiamato nel Senese migliaia di adepti da tutta Italia, arrivati in silenzio e sotto traccia dopo che un analogo evento, nella settimana precedente, era stato scoperto e impedito nel comune di Cinigiano, nel Grossetano.

 

 


Murlo e la sua corona di paesi, dunque, nel giorno dedicato alla Resurrezione del Signore si sono svegliati al centro di un uragano di musica ad alto volume, calamitando l’attenzione di tutta Italia, visto che la notizia si è diffusa in un lampo su vari siti anche al di fuori della Toscana. 
Il colpo d’occhio da Poggio Brucoli è risultato subito impressionante: persone accampate in tutta la zona, chi in camper, chi in tenda, ma tanti accomodati anche all’interno delle proprie auto. E poi moto, impalcature, altoparlanti per un ritrovo dove ballare, ascoltare note diffuse in maniera assordante, bere e far circolare sostanze stupefacenti. Circostanza, quest’ultima, che ha già fatto scattare molte denunce da parte di polizia e carabinieri per possesso di droga. Gli abitanti del luogo si sono tenuti a distanza, rassegnati a un paio di giorni di disagi inevitabili. La location del rave ha in parte aiutato, trovandosi tra i boschi e piuttosto distante dall’abitato, situazione che ha smorzato soprattutto il fastidio della musica troppo alta. L’unico ad aver pagato un conto più caro, in ogni senso, è proprio il proprietario dell’area, la cui casa è ubicata a poca distanza. Da oggi si tireranno somme più dettagliate: dei danni, dell’inquinamento, delle responsabilità.