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Siena, l'orario della processione del Venerdì Santo. Lojudice: "Pasqua sia festa di accoglienza con l'aiuto di Maria"

Marco Decandia
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La Pasqua, evento più bello della nostra fede cristiana, deve essere una festa di accoglienza e solidarietà, un passaggio verso tutto ciò che di bello ci riserva la vita, pur tra le difficoltà”. Augusto Paolo Lojudice, cardinale e arcivescovo della Diocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino, lancia questo messaggio in questi giorni così importanti. Condividere gioia e propositi con il prossimo, finalmente in presenza, dà un valore ancora più prezioso dopo gli anni del Covid imperante. “Una celebrazione ha sempre valore - puntualizza, - a prescindere da vincoli e numero di persone, ma certamente un rito liturgico diventa ancora più significativo con una massiccia presenza del popolo di Dio. Ci siamo dovuti tutti confrontare con una serie di restrizioni, nessuno lo ha voluto ma abbiamo capito che era un modo per aiutarci a vicenda a superare certe situazioni, e quindi le abbiamo affrontate con grande dignità. All’interno delle chiese non c’è stato alcun problema e noto tanta voglia di tornare nei luoghi dove si vive il culto. Continuiamo a fare attenzione a ciò che può impedire i contagi, che ancora si diffondono con facilità, ma per la prima volta, ieri, ho a officiato la messa In Coena Domini, con la lavanda dei piedi. Una bella soddisfazione”.

 

 

Oggi è Venerdì Santo, ed è in programma il ripristino di un appuntamento sentito dai senesi: “Oltre alla celebrazione, alle 18, della Passione di Nostro Signore in Duomo, parteciperò alla processione della Misericordia. Per me sarà la prima volta, fino a ora l’avevo vissuta solo all’interno della Cattedrale, mentre questa volta si ripartirà proprio dal Duomo, alle 21.15, percorrendo alcune strade della città per arrivare alla chiesa parrocchiale di San Martino. Ci auguriamo di vedere tanti senesi, visto che mi viene detto che è sempre stato così”. La città, in qualche modo, si è aggrappata anche questa volta alla Vergine per uscire dalle difficoltà, e Le ha consegnato le proprie chiavi. “Siena - spiega Lojudice - è interamente dedicata a Maria, è pregna della Sua presenza in ogni manifestazione, anche in quella più ludica, il Palio. Quando si scatenò il virus il sindaco, in una cerimonia quasi intima visto che eravamo in quattro o cinque, consegnò le chiavi della città alla Vergine, ponendole sull’altare della Madonna del Voto, dove si trovano tutt’ora. Qualche settimana fa ho espresso a De Mossi la mia preoccupazione che debbano rimanere lì ancora un po’. Ci eravamo detti che le avremmo rimesse al loro posto alla fine completa della pandemia, magari con una processione di ringraziamento, ma si è aperta un’altra situazione drammatica, la guerra in Ucraina, quindi abbiamo concordato di non spostarle. Non tanto per l’incolumità di Siena, quanto per la volontà di affidare a Maria Santissima il destino e la vita di tantissimi fratelli”.

 

 

A proposito del conflitto, l’Arcidiocesi si è mossa in maniera importante: “Nella sede del nostro centro pastorale, a Montarioso, sono ospiti sette mamme ucraine con i loro figli, la propria storia e il proprio dramma. Sentiamo, e capiamo, la loro lacerazione interiore per aver lasciato altri figli, i mariti e i parenti, purtroppo, sul fronte di guerra. Vogliamo che sentano profondo il senso della Pasqua che per noi cristiani significa tutto”.