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Terme nella provincia di Siena, Barbetti: "Pasqua aiuterà ma non basta, preoccupati per maggio e giugno"

Carlo Pellegrino
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“I segnali per il turismo termale nel weekend di Pasqua sono positivi, ma la situazione resta difficile”. Daniele Barbetti, vicepresidente nazionale di Federalberghi Terme (e presidente regionale di Federalberghi) è un profondo conoscitore delle attività termali della provincia di Siena, vissute partendo dall'osservatorio privilegiato di Chianciano Terme: sa che il momento è complesso. “Certo, pensando che nelle ultime due vacanze di Pasqua le terme erano chiuse si può dire che c'è stato un miglioramento – afferma – ma siamo ben lontani dal tutto esaurito che si registrava in questi giorni fino alla pandemia”.
Come sarà il weekend di Pasqua in provincia di Siena per il settore termale?
“Avremo un'occupazione superiore al 70%”.
Risultato importante?
“Diciamo buono. Perché prima della pandemia non si trovavano posti liberi e perché dopo queste brevi vacanze è previsto un brusco calo, conseguente al clima di grande incertezza che ancora viviamo. Dipendiamo sostanzialmente dal turismo locale, finché non ripartirà quello estero continueranno le difficoltà”.

 


Quali sono i principali problemi di una struttura termale oggi?
“I costi di gestione, comuni ad ogni albergo, diventano ancora più importanti per chi gestisce le terme. Parliamo di un aumento della bolletta elettrica del 400% e della bolletta del gas del 500%, si immagini cosa significa alimentare un sistema di benessere con i costi attuali. Poi paghiamo, dopo anni di chiusure, la voglia degli utenti di stare all'aria aperta, questo nonostante le terme come gli hotel siano tra i luoghi più sicuri. Ci sono poi anche altri aspetti da approfondire”.
Quali?
“Le terme pagano un processo in atto da anni, ovvero la mancata promozione di questo genere di vacanza. E il settore eventi, per quanto in ripresa, non è ancora trainante come lo era in passato, non ne abbiamo a grande valore aggiunto. Dobbiamo quindi anche migliorare la qualità degli eventi che riusciamo a intercettare”.
Che cosa si può fare?
“La lista della spesa è inutile, meglio ragionare sulle componenti economiche. In un momento nel quale il mercato è così contratto è necessario aiutare le imprese a sostenere i costi fissi. Da un lato quelli legati all'immobile, come Imu ed eventuali canoni di affitto. Per quanto riguarda i dipendenti è invece fondamentale rinnovare la cassa integrazione perché altrimenti rischiamo di perdere tanti posti di lavoro. Infine il tema dei costi energetici: il Governo per il trimestre aprile-giugno ha previsto un credito d'imposta del 12% per elettricità e 20% del gas, ma è evidente che per gli aumenti ricordati sono aiuti non sufficienti. Servirebbe salire almeno fino al 40%”.

 


Cosa succederà dopo Pasqua?
“Che torneremo a un'occupazione ben al di sotto del 50%”.
Quali speranze ci sono?
“Fino al 25 aprile abbiamo un buon calendario. La preoccupazione è per i mesi di maggio e giugno se non avremo una ripresa del turismo internazionale. Purtroppo le tendenze di prenotazione si sono ridotte a una booking window strettissima, si prenota last minut o anche last second. Quello che posso consigliare anche ai Comuni, come strategia per aiutare le imprese, è abbattere i costi della tassa di soggiorno. In alcuni comuni, come a Siena, è assolutamente rilevante nei budget di spesa. Non dimentichiamo che i rincari colpiscono anche le famiglie, non solo le imprese. A Pasqua partiranno il 40% degli italiani, gli altri vorrebbero farlo ma non hanno i soldi: in una situazione come quella attuale anche pochi euro possono fare la differenza nella scelta di una destinazione o di un'altra e per questo ridurre pressione fiscale e imposte indirette è fondamentale”.