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Fondazione Mps, per le nomine ancora battaglia dietro le quinte. Verso il giorno della svolta?

Carlo Pellegrino
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La Fondazione Mps verso il futuro con il rischio di uno stallo sulla presidenza. E’ in programma domani, mercoledì 13 aprile, una giornata di riunioni all’interno di palazzo Sansedoni. La scadenza del mandato dell’attuale deputazione amministratrice della Fondazione Mps si avvicina (a fine aprile mancano meno di 20 giorni) e con essa la necessità, da parte dei quattordici membri della deputazione generale, di nominare nuovo presidente, nuovo vice e nuovi deputati per il prossimo triennio. L’accelerazione sulla conferma di Carlo Rossi come presidente e di Giacomo Brogi come presidente del collegio revisori dei conti, raccontata dal Corriere di Siena e avvenuta nella riunione informale (cioè senza conteggio del gettone di presenza) di fine marzo, ha creato un vero caos politico: è insorto il centrodestra locale, lo stesso sindaco De Mossi ha parlato di “non voler fare sportellate, ma neppure di volerle prendere”: una battaglia non tanto sui nomi, ma sulle modalità.

Nella sopracitata riunione, infatti, Andrea Erri, deputato nominato dall’Università per Stranieri e Franco Guerri, indicato dalla Curia, avrebbero messo sul tavolo i due nomi per una conferma di fatto immediata, suscitando perplessità in almeno quattro deputati della Fondazione Mps (ovvero quelli indicati dal Comune di Siena) per la mancanza di interlocuzione con il territorio. Perplessità poi condivise all’esterno della deputazione stessa, come dimostra il dibattito che si è sviluppato. Insomma un’accelerazione che rischia di sortire l’effetto contrario, complicando la strada per la conferma di Carlo Rossi e Giacomo Brogi, che a oggi resta ancora la soluzione più probabile per Palazzo Sansedoni.

Lo statuto della Fondazione è chiaro: servono undici voti su quattordici, quindi i quattro voti in mano al Comune, ferma restando l’autonomia fra enti nominanti e nominati, diventano una sorta di “veto” che rischia di bloccare la votazione. Possibile che domani si rimetta in discussione la situazione e che il piede dal pedale dell’acceleratore si sposti su quello del freno, tenuto conto che ci sarebbero un altro paio di settimane per trovare la mediazione giusta. Palazzo Pubblico rivendica, di fatto, una maggiore condivisione nelle scelte, anche perché l’attuale deputazione amministratrice è “figlia” della vecchia Amministrazione (ante votazioni 2018), mentre quella che sarà nominata deriverebbe dalla deputazione generale nata sotto l’attuale Amministrazione (le nomine sono del 2021). Il sindaco De Mossi, in particolare, ha parlato dei progetti per la città, per cui utilizzare almeno una parte dei 150 milioni che Palazzo Sansedoni ha ottenuto, proprio grazie all’input del primo cittadino, dall’accordo con la banca Mps per i contenziosi del passato. La nuova governance della Fondazione Monte dei Paschi dovrà insediarsi a inizio del prossimo mese, approvato il bilancio 2021.