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Siena, Giani: "Il Monte dei Paschi può vivere e andare avanti anche da solo"

Gennaro Groppa
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“Ormai stiamo vedendo che Banca Monte dei Paschi di Siena può andare avanti da sola”. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, torna a parlare di Mps ricordando la storia, la professionalità e l’identità dell’istituto bancario nato nella città del Palio. Tutte caratteristiche, afferma il governatore, “da tutelare e salvaguardare”. Giani torna sull'argomento dopo la visita senese di venerdì di Enrico Letta, una giornata nella quale il segretario nazionale del Partito democratico ha dichiarato che su Mps “a luglio si era con il piattino in mano, ora non più”. “Trovo che la situazione adesso sia migliore - aveva detto Letta - Il Governo ha investito e c’è tempo sufficiente per solidificare e per sistemare le cose. Quindi adesso attendiamo le evoluzioni, ma ormai senza più il piattino in mano. Ora arrivano buone notizie, vedo dunque questa vicenda con minore pessimismo. E anzi devo dire che sono moderatamente ottimista”.

Presidente Eugenio Giani, è d’accordo con Enrico Letta quando il segretario nazionale del Pd dichiara che su Banca Mps non si è più adesso con il piattino in mano?

“Banca Mps ha trascorso un momento drammatico. C’è stato un frangente nel quale si diceva che Rocca Salimbeni dovesse essere un soggetto solamente da salvare, come se si trattasse di un boccone per un altro soggetto che però avrebbe potuto annullarne l’identità, il marchio, la professionalità. Adesso stiamo invece vedendo una situazione che è molto diversa”

Cioè?

“E’ vero che lo Stato continua a essere incalzato dall’Unione Europea relativamente alla sua quota da cedere, tuttavia ora c’è certamente un’altra forza contrattuale. La situazione è decisamente cambiata rispetto ad alcuni mesi fa. Il trend dell’ultimo periodo ha dimostrato che Banca Mps può andare avanti e può vivere da sola. Salvando quindi quelle che sono tutte le sue caratteristiche”.

A breve, entro una decina di giorni, si potrebbe avere lo statuto del biotecnopolo: cosa ne pensa?

“Sono molto contento per le parole di Enrico Letta anche a questo riguardo. Proprio lui ha portato avanti questo discorso con grande spirito di iniziativa, ricordo che parlavamo spesso di questo argomento nel periodo della campagna elettorale per le suppletive. Il biotecnopolo può affondare le radici in un territorio nel quale esistono realtà come la Fondazione Tls e dove ci sono personalità come Rino Rappuoli”.

Cosa possono attendersi i senesi dal biotecnopolo pensando alla città dei prossimi anni?

“Guardi, parliamo di una realtà che può essere sicuramente centrale per la Siena del futuro. Il biotecnopolo può alimentare il processo di formazione e può fare da stimolo a start up del settore. Contribuendo a processi di innovazione in ambito farmaceutico. Ci sono grandi potenzialità a questo riguardo e forti opportunità da un punto di vista del lavoro e dell’occupazione di qualità. Tutta la Toscana sta vivendo processi di questo tipo, con la Pharma valley che ha un ruolo logistico a Livorno e con quello che sarà il Biotecnopolo, con una sua capacità produttiva, a Siena. La Toscana è dunque pienamente coinvolta da tutto questo discorso e progetto di sviluppo”.

Crede che Siena cambierà volto, da città bancaria a luogo di eccellenza farmaceutica?

“Siena sta già cambiando volto, guardando tanto sia al settore farmaceutico che a tutto tondo al tema della salute. Si pensi ai grandi investimenti sulla sanità che sono in atto e che sono previsti per l’ospedale delle Scotte, pensiamo anche alla grande sinergia che esiste con l’Università degli studi cittadina. Sono in corso e si realizzeranno grandi opere in questo senso, e di assoluta qualità”.

Lei ha parlato spesso anche del lavoro portato avanti dal Mad Lab di Tls per arrivare agli anticorpi monoclonali: come saluta e come valuta la ripartenza della sperimentazione indirizzata adesso anche ai casi di Omicron?

“Purtroppo le difficoltà che sono state incontrate non hanno consentito di arrivare con il migliore monoclonale, quello appunto del Mad Lab di Tls, al momento giusto. Tuttavia essi serviranno nel frangente nel quale si passerà dalla pandemia all’endemia. Perché il Covid certamente non è sparito con la fine dello stato di emergenza nazionale e non lo farà nemmeno tanto a breve. Per capirlo basta guardare anche i recenti dati sui contagi pure nella nostra regione. Il monoclonale quindi sarà ancora molto utile, basterà che si adatti a tutte le varianti del Covid. E abbiamo visto che il monoclonale è più efficace della pillola anti-Covid, anche perché può essere somministrato e dà risultati anche dopo quattro o cinque giorni che il paziente è stato contagiato dal virus”.