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Lavoro, ristoranti e bar in crisi: non si trova personale. "E' colpa del reddito di cittadinanza"

Gennaro Groppa
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A Siena nel mondo del lavoro si registrano problematiche di reperimento del personale proprio in quei settori come la ristorazione, cruciale in una località turistica. Varie sono le motivazioni che portano a una situazione che in primis crea difficoltà a chi gestisce ristoranti e bar e in secondo luogo può portare a danneggiare complessivamente la città, che nei mesi estivi (quando potrebbe finalmente tornare un buon flusso turistico di visitatori italiani e stranieri) dovrebbe poter mostrare il suo migliore volto. E invece titolari di bar e ristoranti si trovano ora a dover fare i conti anche con questo problema. Come se non bastassero le difficoltà che hanno affrontato in due anni caratterizzati dalla pandemia di Coronavirus e con essa dalle restrizioni, dalle chiusure, dalla forte diminuzione del turismo e degli stessi senesi. Particolarmente preso di mira da chi gestisce bar e ristoranti è la misura del reddito di cittadinanza. Che a detta di molti esercenti ha creato un effetto opposto: tanti si “accontenterebbero” dei soldi che in questo modo arrivano facilmente dallo Stato e quindi non andrebbero a cercarsi un lavoro. Anche per questo motivo verrebbero quindi rifiutate le possibilità di lavorare da stagionali, proprio in occasione dei mesi di maggiore affluenza turistica. “Io non sono riuscita a trovare gli stagionali per i prossimi mesi – afferma Tiziana del Monaco, proprietaria del ristorante La miniera – Mi sono arrivati cinquanta curricula ma al momento dei colloqui con tutti sono sorti dei problemi. C’era chi prendeva tempo, tanti esitavano. Una situazione come questa non l’avevo mai vissuta. Credo che ci siano varie spiegazioni e motivazioni al riguardo: da una parte c’è il reddito di cittadinanza, che così come viene applicato è a mio avviso eticamente sbagliato e squallido. In questo modo arrivano soldi facili a casa senza dover faticare ed impegnarsi. Ma è bruttissimo vedere un giovane che se ne rimane a casa senza lavorare accontentandosi del reddito di cittadinanza”.

Prosegue la titolare de La miniera: “In più a mio avviso la ristorazione non viene più vista come un settore sicuro. Nessuno sa come potranno andare i prossimi mesi, e questo fattore certamente incide nelle scelte. Molti lavoratori dopo la crisi legata al Covid degli ultimi due anni si sono riconvertiti, magari andando a lavorare in un supermercato. Il reddito di cittadinanza può essere una misura utile, ma solamente se applicata nella giusta maniera, concedendo il sostegno economico a chi veramente ha bisogno e a chi non riesce a trovare un’occupazione. Ma io credo che un giovane debba cercare un lavoro”. “Non si trova personale – conferma Riccardo Aldinucci, titolare del Charlie Bar – Quando voglio assumere qualcuno a chiamata adesso faccio fatica. Io poi cerco persone preparate e con esperienza, e in questo momento non è semplice trovarle. Il reddito di cittadinanza ha peggiorato la situazione. I giovani che non hanno magari niente intestato a loro riescono a prenderlo facilmente e allora si accontentano. Ma in questo modo non si formano e non vanno a conoscere il mondo del lavoro. Fino ai 29 anni esistono agevolazioni e opportunità per l’apprendistato e in questo modo vengono bruciate”. “La misura del reddito di cittadinanza andrebbe eliminata o dimezzata – prosegue Aldinucci – Oppure dovrebbe essere prevista solamente per persone in età avanzata, non per i giovani. Quando avevo 18 anni facevamo la corsa per andare a cercare un lavoro”.

Dello stesso parere Gianluca De Colli, titolare del Bar caffè La piazzetta: “Alla fine in Italia tante persone si sono approfittate del reddito di cittadinanza – il suo commento. – E così la situazione generale che viviamo negli ultimi anni è cambiata. C’è una generazione di giovani che oggi è meno spinta a cercare lavoro, noi invece non vedevamo l’ora di farlo per poter guadagnare i primi soldi. Da questo contesto derivano problematiche per ristoranti e bar, mentre Siena dovrebbe mostrarsi al meglio e offrire un buon servizio a tutti quei turisti che arriveranno nei prossimi mesi. Vedo una minore voglia di impegnarsi rispetto a ciò che avveniva alcuni anni fa. Io modificherei la misura del reddito di cittadinanza, adesso è troppo facile prenderlo. Andrebbe dato a chi ne ha realmente bisogno, e servirebbero maggiori controlli al riguardo”. “E’ molto più difficile rispetto ad alcuni anni fa trovare figure che possono percepire sui 1.000 euro mensili – dichiara Angelo Maucione del Bar Mens Sana – Per quelle cifre in tanti preferiscono stare a casa e richiedere il reddito di cittadinanza. Quindi per chi ha un bar o un ristorante c’è meno personale a disposizione, c’è una minore possibilità di scelta. Fino a tre anni fa si scartavano i curricula di chi voleva lavorare, adesso non arrivano più. Il problema maggiore è quindi proprio per chi deve gestire un’attività e non riesce a trovare il personale che ricerca. E poi una città che vive di turismo come Siena certamente non trae benefici da questa situazione. In questo momento il reddito di cittadinanza è un aiuto per chi non vuole fare niente ed è una misura che va a discapito di chi lavora e vuole impegnarsi”.