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Siena, alla primaria Saffi maestre e compagni accolgono bimba ucraina

Gennaro Groppa
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Una bimba ucraina è stata accolta in una scuola senese e da ieri è iscritta nell'istituto e ha un suo banco in una classe che l'ha abbracciata. E' forte l'emozione provata a metà mattina all'interno della primaria Saffi, al momento dell'arrivo della piccola che, in fuga dall'incubo della guerra, è entrata a far parte di una quinta. Visibilmente emozionata la bimba, che era accompagnata dalla madre e che, dopo un periodo che è stato difficilissimo, rientra in un contesto scolastico, insieme a giovani della sua età. Si guardava attorno, osservava i palloncini di colore giallo e blu che sono stati gonfiati dai suoi nuovi compagni di classe e sorrideva. Poi ha alzato lo sguardo e ha osservato il cartellone con la scritta Benvenuta, anch'esso colorato di giallo e blu in osservanza dei colori della bandiera dell'Ucraina. A quell'età si diventa amici in cinque minuti. Ed ecco che i suoi nuovi compagni di classe si sono mostrati immediatamente gentili nei suoi confronti. Lei guardava tutti, sorrideva e faceva capire di apprezzare tutta quella gentilezza. Tra questi bambini c'è ancora un muro costituito dalla differente lingua. Perché la piccola ucraina di 10 anni parla russo e ovviamente ucraino, ma non conosce l'italiano e l'inglese. Ma a quell'età si impara in fretta e l'obiettivo che anche gli educatori si sono dati è quello di inserirla rapidamente a tutti gli effetti nel contesto scolastico e studentesco.

 

 

Accanto alla lavagna, all'interno della classe, è stato sistemato uno schermo che è attaccato a un proiettore e a un computer: su di esso è collegata la pagina di traduzione di Google, un metodo utile per aiutare la bambina a comprendere cosa accade attorno a lei. La scuola ha a disposizione anche un tablet che le sarà fornito per le traduzioni.  Si possono immaginare la tristezza e la paura che la giovane avrà provato di fronte al conflitto e anche nel dover lasciare quelli che erano la sua città, la sua scuola, le sue amicizie. La bimba ha vissuto momenti shoccanti, l'obiettivo deve essere quello di farle tornare a vivere un'esistenza che sia ora il più tranquilla possibile. Vivrà a Siena in un contesto familiare: qui già da tempo viveva sua nonna e adesso anche lei è stata portata in Italia dalla madre. Momenti come quello che è stato vissuto ieri alla Saffi sono da libro Cuore. Gli altri alunni, insieme alle insegnanti, si sono messi a cantare la canzone We are the world di Usa for Africa. La piccola ucraina, a cui è subito stato assegnato un posto e un banco, li osservava visibilmente emozionata. Per lei da ieri è iniziata una nuova vita. 

 

 

“L'accoglienza è andata molto bene, i bambini hanno preparato dei biglietti di benvenuto – spiega la vicepreside dell'istituto Saffi, Lucia Rinaldi. – E' stato un momento toccante perché la bambina si è emozionata. Non andava a scuola da un bel po' di tempo, ora si è ritrovata con altri compagni. Il modo con cui i bambini l'hanno accolta è stato bellissimo. Insieme alla preside abbiamo predisposto un progetto di alfabetizzazione improntato sulle immagini e sulla possibilità di arrivare ad una prima conoscenza base della lingua italiana. Già si stanno progettando delle attività da effettuare e anche uscite didattiche da realizzare nel territorio”. Le dichiarazioni della preside dell'istituto comprensivo San Bernardino, Simona Ugolini, vanno nella stessa direzione quando spiega: “Abbiamo conosciuto sua mamma, che ha chiesto di dare la possibilità alla figlia di vivere questo periodo in serenità. La piccola è stata contentissima di vedere i palloncini gialli e blu, le farfalle colorate, la bandiera dell'Ucraina. La sua famiglia ha visto che Siena è una città molto accogliente, ne abbiamo avuto tutti l'ennesima dimostrazione in questa emergenza internazionale”. Non è la prima volta che alla scuola Saffi vengono accolti bambini che provengono da zone di guerra. Tre anni fa arrivò infatti una bambina siriana, che fu inserita in seconda elementare e che adesso si trova nella stessa classe della nuova compagna ucraina. “Anche con lei fu realizzato un processo di alfabetizzazione al momento del suo arrivo in Italia e nella nostra comunità”, dice Rinaldi. La preside Ugolini aggiunge: “Alcuni mesi fa abbiamo accolto anche alcuni bambini dall'Afghanistan, non siamo nuovi a queste esperienze”.