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Siena, agriturismi in allarme per Pasqua: le strutture hanno poche prenotazioni

Martina Ciliani
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E' una storia dal finale ancora in sospeso quella che vede come protagonista il turismo senese. A pochi giorni dall'arrivo delle feste pasquali e in vista delle lunghe giornate che scandiranno i mesi a venire, la portata dei flussi è ad oggi incerta. A farne il resoconto sono gli agriturismi del territorio nella voce di chi ha una visione d'insieme delle prenotazioni fino ad ora arrivate. “La situazione al momento è alquanto ambigua” spiega Fabrizio Rappuoli, presidente di Terranostra Siena, “i riscontri infatti sono diversi: le persone chiamano per avere informazioni aggiuntive o per fare dei preventivi ed avere dunque un piano dettagliato dei costi e in un certo senso la voglia di vacanza c'è ma le prenotazioni in vista della Pasqua sono poche”.

 

 

Un problema considerevole per una realtà come quella senese che fonda molta della sua attrattività proprio sulla ricettività di questo tipo. “La nostra” continua Rappuoli, “è la provincia con più agriturismi della Toscana, che basano il loro essere sulle produzioni agricole a km zero”. Chi sceglie infatti di fare una vacanza in un agriturismo vuole un'esperienza a contatto con la natura visto che si tratta di strutture prettamente volte all'agricoltura, settore più volte scosso in questi ultimi anni. “Il problema” sottolinea Rappuoli, “è legato all'impennata dei prezzi dei generi alimentari, primo fra tutti il costo dei concimi che è triplicato a seguito del conflitto in Ucraina”. E non solo, come ha fatto notare Federico Taddei, presidente della Cia Siena: “Le strutture stanno facendo i conti anche con l'aumento vertiginoso del gpl, in crescita del 30%. Sono aumenti importanti”.

 

 

Eppure la Pasqua poteva rappresentare per tutto il comparto il momento ideale per segnare la ripartenza e proiettarsi al futuro con speranza: “Veniamo da due anni complicati tra pandemia e restrizioni, speravamo che questa potesse essere un'ottima annata anche per rientrare delle perdite subite, invece tutto procede a rilento”. Come sottolinea Taddei “negli ultimi anni mercati come Ungheria e Polonia si stavano avvicinando molto al nostro territorio, soprattutto la Polonia che viaggiava a doppia cifra, ma le tensioni in corso stanno rallentando anche questi flussi”. Adesso, mentre le prenotazioni stentano ad arrivare per la Pasqua, quelle estive lasciano intravedere un briciolo di luce: “Si registra un aumento delle prenotazioni per inizio stagione, verso il mese di giugno”. Ma ciò non basta a rimettere in moto il turismo. Sul comparto si riflette la difficile situazione internazionale. “Manca soprattutto il mercato americano che purtroppo sta subendo fortemente questa instabilità ma che rappresenta per noi una fetta alla quale non possiamo rinunciare”. “Mi auguro inoltre” conclude Taddei, “che la situazione dei prezzi delle materie ritorni ad una stabilità, anche perché solo in una situazione tranquilla le persone torneranno a viaggiare".