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Siena, Fondazione Mps, Carlo Rossi verso la conferma dopo una riunione informale della deputazione

Carlo Pellegrino
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Accelerata improvvisa per la nuova deputazione amministratrice della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Carlo Rossi sarebbe ormai vicinissimo al rinnovo come presidente, così come Giacomo Brogi andrebbe verso il rinnovo nella carica di presidente del collegio dei sindaci revisori. L’accelerazione sarebbe emersa nei giorni scorsi, in una riunione della deputazione generale, convocata in maniera informale (ossia senza il gettone di presenza), come alcune volte avviene in queste fasi. A mettere il piede sull’acceleratore sarebbero stati in particolare Andrea Erri, deputato nominato dall’Università per Stranieri e Franco Guerri, rappresentante dell’Arcidiocesi, proprio durante la riunione informale, convocata in primis per stabilire i criteri di valutazione con i quali selezionare identikit e profili adeguati per gestire Palazzo Sansedoni nei prossimi anni, ripartendo anche dai risultati ottenuti negli ultimi anni (su tutti i 150 milioni ottenuti dall’accordo con la banca Mps sui contenziosi legali del passato). 

 


Invece si sarebbe verificato un accorciamento dei tempi che, di fatto, escluderebbe un più ampio confronto, sia fra i deputati stessi che, soprattutto, sul territorio. Una scorciatoia presa dunque in maniera abbastanza inattesa, perché se è vero che la deputazione generale, per statuto, dovrà votare (servono undici voti su quattordici, ovvero la maggioranza qualificata) la nuova governance della Fondazione entro aprile, cioè al momento dell’approvazione del bilancio 2021, è altrettanto vero che le istituzioni senesi, Comune in primis, hanno sempre manifestato la volontà di concertare la nuova deputazione amministratrice (cioè presidente, vicepresidente e altri tre deputati) che dovrà guidare la Fondazione da adesso a tre anni. Tutto questo tenuto conto che l’attuale deputazione amministratrice, compresi i sopracitati Carlo Rossi e Giacomo Brogi, è stata nominata dalla vecchia deputazione generale, quella emersa nel 2018, prima delle elezioni comunali e del ballottaggio De Mossi-Valentini, poi vinto dal primo. Proprio per questo rispetto a tale accelerazione sarebbero emerse alcune perplessità, nella volontà anche di dar vita a nomine unanimi per dare maggiore forza, formale e informale, a presidente, vicepresidente e amministratori del prossimo triennio. 

 


L’attuale deputazione generale è stata nominata infatti nel 2021: in politica è passata un’era geologica e si sa come, pur nella piena autonomia dei nominati e della stessa Fondazione, tali collegamenti debbano comunque essere messi sul tavolo delle trattative per le nuove nomine. Una nuova riunione informale dovrebbe tenersi prima delle festività pasquali e un’altra subito dopo, per arrivare poi agli incontri formali per la vera e propria votazione. Il nuovo presidente della Fondazione Monte dei Paschi entrerà effettivamente in carica a maggio.