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Siena, l'assessore Benini: "Comune e Conservatorio, nessun muro"

Annalisa Coppolaro
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“L'esperienza della Duprè è stata un esempio di efficienza: grazie al supporto degli uffici, abbiamo rispettato i tempi. Per perseguire il piano di edilizia e pubblica, però, sarebbe importante realizzare una struttura, magari prefabbricata, che possa ospitare 350 o 400 persone, così da poter programmare gli interventi non solo per le scuole, ma anche su altre realtà”. L’assessore del Comune di Siena all’istruzione Paolo Benini è un fiume di progetti, quando uno è giunto a compimento, mantenendo la parola data, si tuffa subito su qualcos’altro. “Esiste un programma di interventi - sottolinea, - e a volte verrebbe da chiedersi come mai non era mai stato fatto fino ad ora. Siena ha un patrimonio vetusto, quanto accaduto alla Duprè può succedere in qualsiasi altra scuola. Abbiamo dei bandi vinti per lavori di adeguamento sismico e li stiamo programmando a breve”.
Come vede la situazione dell'edilizia scolastica al momento a Siena?
Per prima cosa, bisogna abbandonare i sogni pirotecnici da milioni di euro, vista ad esempio la denatalità. Inoltre, dobbiamo capire che oltre ai ragazzi senesi ce ne sono molti che giungono dai comuni limitrofi, che coinvolgono dati come i consumi e il distanziamento. Si tratta di un carico extra, infatti abbiamo scritto ai rispettivi sindaci per trovare una soluzione.
L'esperienza della Dupré cosa le ha insegnato?
Che la città ha bisogno di una struttura polmone, che possa accogliere non solo giovani. Una specie di emiciclo più grande, che possiamo usare anche con le associazioni, ad esempio una struttura modulare. In questo modo, se dobbiamo fare la programmazione e io so che a settembre devo convogliarci una struttura intera, è già pronto. L’ingegner Ceccotti e io abbiamo una bozza di idea, ci stiamo lavorando, è tutto in via di definizione. Tenere un occhio sempre attento sulle nostre scuole vuol dire non aspettare che cada un pezzo di intonaco. Mi immagino una struttura simile a quella usata per la Tozzi, dove abbiamo sterzato le attività, agile, che quando non è utilizzata per ospitare studenti o ospiti di altre realtà, possa essere utilizzata in altro modo. Forse per il 2022 non faremo in tempo, però è la direzione strategica verso la quale andare per fare una vera programmazione e per tenere d'occhio sicurezza, funzionalità e tutto il resto.

 

 

Ha qualche sassolino che si vuole togliere dalla scarpa, ora che è tutto finito?
Vorrei ricordare che, mentre i genitori della Duprè protestavano, i bambini scrivevano sulle lavagne “Ciao Presciano, ti vogliamo bene”. I ragazzi sono più adattabili degli adulti.
In termini di date, quando prevedete i prossimi interventi?
Ci sono vari bandi che vogliamo affidare entro il 2022: i soldi ci sono.
 

 

 

A proposito di locali, il possibile trasferimento del Liceo Piccolomini al Pendola abbatterà il muro virtuale tra il Comune e il Conservatorio Franci?
Non parlerei di muro. Ieri mi sono sentito tre volte con il direttore Fossi. Come per il Siena Jazz, si tratta di una situazione su cui sono arrivato dopo, anche la questione della statizzazione è un tema che non gestisco io. Quando sono convocato in riunione, però, prendo atto e mi muovo per trovare una soluzione che rimetta insieme le cose. A volte gli elementi traumatici hanno senso profondo e spesso si esce da una crisi più solidi di prima.
Adesso la statizzazione potrà accelerare?
Non voglio sbottonarmi più di tanto. E' arrivata la bozza di convenzione, una cosa su cui sto lavorando, con indirizzi da parte del sindaco e passaggi da fare. Mi auguro che vada tutto per meglio. Il Pendola, il 23 dicembre, ha messo fuori un avviso e i locali per caratteristiche potrebbero essere adeguati al Piccolomini. Ora bisognerà vedere il Franci e il Comune cosa faranno, io cerco di avere una visione larga con altri soggetti. Comunque direi che certe situazioni portano nodi al pettine, quindi anche problemi di gestione o irregolarità per affido immobile, tutte cose in corso di sviluppo e accertamento. Io direi che poi alla fine qualcuno ha esagerato un po', non metteremmo mai un istituto musicale in mezzo alla strada. La situazione degli scorsi mesi non ha alterato l'andamento del Franci e la statizzazione sta procedendo.
Sta dicendo che la crisi, alla fine, permetterà di ripartire su basi più solide?
Per dirla in modo musicale, per fare un buon pezzo basta azzeccare tutte le note. La nostra intenzione è andare in questo senso verso i migliori risultati. Poi se, e quando, la statizzazione avverrà, ne saremo felici.