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Siena, caro carburanti: “Il pieno di un autocarro passato da 750 a 1.250 euro”

Martina Ciliani
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Mentre il prezzo del carburante cresce inesorabilmente c'è chi non resta a guardare il precipitare lento delle conseguenze che la crisi sta procurando. C'è allora chi ha deciso di lanciare un grido d'allarme proprio dalla strada, lì dove ogni settimana il gasolio cresce di oltre 50 centesimi. Gli autotrasportatori raccolti sotto varie sigle, Unatrans tra le più ampie, avevano così previsto per la giornata di ieri uno sciopero nazionale, proteste contro il caro benzina che però la Commissione di garanzia ha successivamente bocciato a causa del mancato preavviso di 25 giorni. Questo però non impedirà ai camionisti di raccogliere le loro preoccupazioni in isolate proteste regionali che il 19 marzo esploderanno un po' ovunque. “Per ora da Siena non sono arrivate segnalazioni – parla così il presidente regionale di Confartigianato trasporti Roberto Tegas dell'iniziativa che sarebbe dovuta svolgersi ieri – siamo però in uno stato di emergenza e, per il codice di autoregolamentazione, non possiamo effettuare uno sciopero che sia a tutti gli effetti un fermo stradale. Possiamo però protestare rimanendo bloccati nei depositi, smettendo così di scaricare e caricare i mezzi, ed è ciò che prevediamo per il 19 marzo ma – precisa - non sarà una protesta “violenta” e non bloccheremo la strada”.

 

 

Un'iniziativa che si fa sempre più fondamentale per rivendicare le istanze della categoria: “Il trasporto è messo male, tante aziende che lavorano con il comparto hanno smesso di produrre perché il costo del gas è alle stelle. E la situazione - avverte - sta peggiorando di settimana in settimana con incrementi di 50-70 centesimi sul prezzo del gasolio”.Un momento molto delicato che va a sommarsi alle già precarie condizioni: “Per quanto apprezzabili siano stati gli 80 milioni ripartiti al comparto, non sono sufficienti a fronte degli interventi di varia natura di cui il settore ha bisogno per risolvere non solo le clausole del gasolio ma dell'adeguamento in fattura dei costi di esercizio, del rafforzamento sui termini di pagamento, sulle regole di carico e scarico e per rimettere i trasportatori in condizioni decenti di lavoro”. Eppure quando tutto il mondo era bloccato c'è chi non ha mai smesso di svolgere il proprio lavoro per garantire che i beni necessari fossero sempre disponibili ai banconi dei supermercati: “Quando lavoravano sotto lockdown erano degli eroi, dov'è il governo ora? Purtroppo non vedo alcuna volontà di risolvere i problemi se non il tentativo di rendere sopportabile questa sofferenza, soluzioni concrete ancora non ce ne sono. Anzi, sembrerebbe – il presidente parla di indiscrezioni - che per un anno e mezzo ci saranno oscillazioni ma non ci sarà un vero e proprio ribasso dei carburanti. Sarebbe necessario invece un intervento radicale per abbattere le accise, il carburante dovrebbe tornare a costare 1,4 euro”.

 

 

A chiarire la situazione anche il vicesegretario generale di Confartigianato trasporti Siena Gabriele Carapelli: "Gli autotrasportatori non ce la fanno più ad andare avanti, basti pensare che il pieno di un autocarro è passato da 750 a 1250 euro, se non si trova presto una soluzione o un punto di incontro non siamo certi di quello che potrebbe accadere. Per ora su Siena non abbiamo registrato scioperi o blocchi, vedremo cosa accadrà il 19 marzo. L'idea – esprime così le possibilità – è quella di chiedere un credito di imposta sul prezzo industriale di petrolio che dovrebbe oscillare intorno al 30% per le attività che lavorano con il carburante”. Qualcosa però potrebbe smuoversi già nella giornata di oggi a seguito del tavolo di confronto sul caro carburante tra governo e associazioni rappresentative degli autotrasportatori, tutto insomma è ancora aperto.