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Igor Bidilo, il petroliere kazako e re dei bar toscani prende le distanze da Putin. Sielna, attesa per gli stipendi

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La data in calendario è il 31 marzo. Entro quel giorno a Siena è atteso il pagamento degli stipendi di febbraio per i lavoratori di Sielna. Una scadenza che guardando a est, al conflitto in Ucraina, non può non destare preoccupazione. Fino a questo momento la società che fa capo a Igor Bidilo, è riuscita a rispettare i termini. Lo ha fatto quando la pandemia ha messo a repentaglio gli investimenti milionari in città. Lo ha ribadito quando la procura di Siena lo ha inserito tra gli indagati dell’inchiesta Hidden Partner. I fondi in quel caso sono stati bloccati, ma oltrepassate le traversie giudiziarie, la situazione è poi tornata alla normalità. Dove non sono arrivati questi due ostacoli, potrebbe arrivare la guerra a creare difficoltà nei pagamenti. E soprattutto il protrarsi del conflitto. Il peso delle sanzioni imposte alla Russia inizia a farsi sentire solo ora. Gli annunci per ovvie ragioni non corrispondono mai con la messa in atto, perciò anche Sielna è riuscita a far fronte agli impegni con scadenza 28 febbraio (relativi alle mensilità di gennaio) senza troppe sofferenze. Adesso il quadro è tutto da definire e non a caso, l’amministratore unico Denis Milovidov ha voluto delineare i rischi di approvvigionamento delle risorse.

“Le sanzioni imposte dall'Unione Europea e dalla Russia, provocano grandi sofferenze anche a persone e imprese estranee al conflitto – ha evidenziato in una nota - Decisioni affrettate, assunte sull’onda dell’emozione per interessi superiori, mettono in difficoltà il settore delle transazioni finanziarie internazionali, al momento fortemente rallentate o addirittura interrotte”. Va da sé che con diverse procure allarmate, le movimentazioni di denaro dall’estero sarebbero comunque poste sotto la lente di ingrandimento. Il braccio destro del magnate kazako, residente in Svizzera e un passato da banchiere, ne ha poi approfittato per ribadire la distanza di Bidilo da Putin e consociati: “Non ha mai avuto particolari legami di amicizia con la leadership russa (la sua Somitekno in passato ha firmato contratti miliardari con Bashneft, la società statale della Baschiria, una delle repubbliche della Federazione russa, ndr)”, e per mantenere bassa la temperatura “chiediamo a tutte le persone interessate comprensione, pazienza e fiducia”.

Affermazioni che Samuele Bernardini, segretario provinciale della Filcams Cgil, ha passato in rassegna una per una. “Ho incontrato Milovidov un paio di volte ed è sempre sembrato deciso a confermare gli investimenti – ha raccontato il sindacalista - Chiaro che già la pandemia li aveva penalizzati, ora la guerra è un altro duro colpo”. Fino a che punto? “Posso solo dire che c’è tempo per pagare gli stipendi di febbraio fino al 31 marzo. Vigiliamo la situazione e se poi tra una quindicina di giorni non abbiamo avuto riscontri, prenderemo contatti”. Bernardini non intende fare un processo alle intenzioni, né sarebbe corretto. L’esistente dice che il Caffè Scudieri, uno degli investimenti più cospicui di Bidilo, è chiuso da mesi e la situazione non è destinata a cambiare nel breve periodo. Per 15 lavoratori al 31 dicembre è stata attivata con i sindacati la procedura di licenziamento concordato. Altri sono stati reimpiegati all’interno del gruppo. “Noi abbiamo il quadro di quelli iscritti al sindacato – ha aggiunto Bernardini - Le loro posizioni prevedono tutte un contratto a tempo indeterminato”. Gli altri locali in campo all’imprenditore kazako vanno avanti a singhiozzo, ma questo, per una città ormai improntata sul modello di “ristorante diffuso”, è un pegno che in tanti sono costretti a pagare. Soprattutto in un periodo di flessione turistica.