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Palio di Siena, il mossiere Ambrosione: "Correre sarà un segnale prezioso contro il Covid"

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Siena si prepara a ritrovare il Palio dopo due anni di assenza e i capitani, per non farsi trovare impreparati, hanno scelto nuovamente Bartolo Ambrosione come mossiere. La ratifica ufficiale arriverà a fine maggio da parte del Comune, ma il diretto interessato già legge in maniera positiva questo attestato giunto dalle Contrade.  "Per me - spiega - la fiducia che mi viene nuovamente regalata è motivo di enorme orgoglio. Dopo anni così difficili, c'è da parte di tutti, dalla città agli addetti a lavori fino ai semplici appassionati, una voglia pazza di riprendersi una fetta di vita che era stata sacrificata. Io come mossiere non faccio eccezione, sarà un piacere esserci nuovamente. Quando ho parlato con il decano dei capitani, ho sentito nelle sue parole una speranza concreta. Mi ha detto che si sta lavorando nel verso giusto e che, salvo malaugurate complicazioni dell'ultimo momento, ci sono tutti i motivi per crederci. Sarà anche un ottimo segnale contro il Covid perché vorrà dire che il peggio è passato e che l'emergenza è sotto controllo". 

 

 

Il suo ritorno sul verrocchio provoca un misto di sensazioni, anche contrastanti: "C'è un po' tutto, sia nel Palio che nel mio ruolo. Ci sono emozione, voglia di sfida, desiderio di mettersi in gioco, timore di non essere all'altezza. E' questo è il motivo che incendia gli animi in maniera così pazzesca". 

 

 


Rispetto all'ultima Carriera dell'agosto 2019 ci sarà un posto vuoto: quello di Brio. "La sua morte - sospira Ambrosione - ha già lasciato una ferita nel cuore di Siena e della Festa stessa, ma penso che la sua assenza sarà ancora più incredibile la sera della prima prova, il 29 giugno. Non vederlo uscire dall'Entrone darà la reale dimensione del fatto che lui non c'è più. Di Andrea Mari ho un ricordo bellissimo, ha corso tante volte con me, e io, forse, sono cresciuto nel mio ruolo proprio nei suoi momenti migliori. Ne apprezzavo il modo di fare intelligente con cui portava i suoi cavalli alla sera del Palio nel migliore dei modi, sfruttava ogni prova per aumentare l'intesa e faceva un gran lavoro all'interno dei canapi. Come fantino era scaltro, puntuale e presente, impossibile non apprezzarlo. Credo di averci parlato non più di 10 volte, soprattutto quando mi sono complimentato per le sue vittorie, la sera, nella contrada a cui aveva regalato la gioia, oppure quando ci si incrociava. Ognuno è rimasto nel suo ruolo, non era possibile coltivare rapporti di un certo tipo, ma è una persona a cui penso molto e credo che mi mancherà tantissimo, come a tutti i senesi". 

 


Il Palio si è interrotto con gli interrogativi sulla lentezza del canape ad abbassarsi. Tra le soluzioni, c'è il meccanismo del cigno, già adottato in altre parti d'Italia e presente nel circuito della provincia, a Mociano e Monticiano. Il mossiere non si sbilancia: "Non l'ho mai visto, per cui non posso dire niente, né in un senso e nemmeno nell'altro. So che è stato provato e che ci sono persone a favore e altre no, ma per il resto devo necessariamente astenermi da qualsiasi commento".