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Siena, oltre 7mila over 50 no vax. All'Università sospesi in quattro, uno è un docente

Gennaro Groppa
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Nella provincia di Siena sono 7.181 gli over 50 non vaccinati. Considerando che la platea complessiva di questa fascia anagrafica è di 128.900 persone, coloro che non si sono sottoposti ad alcuna somministrazione anti Covid rappresentano il 5,6%. Da oggi per tutti gli over 50, sia nel settore privato che in quello pubblico, vige l’obbligo di vaccinazione per poter lavorare. Dallo scorso primo febbraio per questa categoria anagrafica è scattato genericamente l’obbligo vaccinale: chi non lo aveva assolto entro quella data sapeva di andare incontro a una multa una tantum dell’Agenzia delle Entrate, pari a 100 euro. Ma da oggi il cerchio si stringe ulteriormente: senza vaccinazioni un over 50 non può lavorare. I datori di lavoro sono infatti tenuti alla verifica delle certificazioni verdi. I lavoratori che ne sono sprovvisti saranno considerati assenti ingiustificati e verranno sospesi senza la possibilità di ricevere lo stipendio, anche se manterranno il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.

Fino al 15 giugno i datori di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti dell’azienda (è venuto meno il tetto dei 15 dipendenti), dopo 5 giorni di assenza ingiustificata possono sospendere i lavoratori per tutta la durata del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque, per un periodo non superiore a 10 giorni lavorativi, rinnovabili fino al termine del 15 giugno. Guardando i dati forniti dalla Asl la popolazione complessiva residente nella provincia di Siena che rientra nella categoria anagrafica tra i 50 e i 69 anni (quindi persone che possono essere ancora in età lavorativa, prima della pensione) è di 75.141 persone. Su questo numero, il dato dei vaccinati con almeno una dose è di 69.235 persone: il 92,4% di loro. I vaccinati con tre dosi sono il 70% del totale. Un grande lavoro è stato effettuato anche dall’Azienda ospedaliero-universitaria senese che complessivamente ha somministrato 51.684 dosi a persone che hanno più di 50 anni: 22.683 prime dosi, 21.905 seconde dosi e 7.096 booster. Da quando è entrato in vigore l’obbligo vaccinale per gli over 50 l’Aou senese ha somministrato 61 prime dosi a persone in questa fascia di età. Se guardiamo agli enti pubblici del Comune e della Provincia di Siena, oggi non ci saranno cambiamenti per quello che riguarda le verifiche e i controlli. A palazzo pubblico, ad esempio, verrà richiesto come ormai avviene da tempo di esibire il green pass al momento dell’ingresso nell’edificio che è sede del potere politico cittadino, così come a Palazzo Berlinghieri.

Non cambierà niente nemmeno all’Università degli studi. Dove tuttavia quattro persone, tre membri del personale tecnico amministrativo e un docente, nei giorni scorsi sono stati sospesi dal lavoro per non essersi vaccinati. Il computo totale di docenti e membri del personale tecnico amministrativo è in ateneo di 1.500 persone. “Abbiamo parlato con loro e siamo dispiaciuti che si sia dovuto adottare il provvedimento della sospensione, ma queste sono le norme in vigore – commenta Emanuele Fidora, direttore generale dell’Università degli studi di Siena – Queste quattro persone non possono lavorare e nemmeno entrare in ufficio e al contempo non possono ricevere lo stipendio. Tra docenti e personale tecnico amministrativo in ateneo ci sono 1.500 persone, il dato delle quattro sospensioni è quindi statisticamente assai basso. L’augurio e l’auspicio è che possano mettersi in regola il prima possibile. Una decina di persone lo hanno già fatto nel momento in cui è scattato l’obbligo vaccinale. I controlli in ateneo – prosegue Fidora – andranno avanti come abbiamo fatto fino ad ora. Abbiamo una piattaforma, che ci è stata fornita da Inps, con la quale monitoriamo la situazione. Vengono inoltre periodicamente effettuati controlli a campione nei locali dell’università”. Queste le dichiarazioni del direttore generale della Asl Toscana sud est, Antonio D’Urso: “Oggi più di ieri consigliamo a chi non lo ha fatto di vaccinarsi contro il Covid. E’ importante farlo per proteggere se stessi e gli altri. Il successo dei vaccini è sotto gli occhi di tutti, chi si è vaccinato ha meno probabilità di contrarre il virus e di essere ospedalizzato. Se dividiamo la pandemia in due fasi, una pre-vaccino e una con vaccino, possiamo notare l’impatto decisivo di questo. Guardando alla provincia di Siena, siamo passati da una letalità del 2,91% sui casi registrati allo 0,58%, a fronte di molti più contagiati per via delle varianti. L’impatto positivo del vaccino ha impedito che le conseguenze dell’ultima ondata fossero molto più gravi”.