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Covid, vaccinazioni pediatriche: Siena sfiora il 40%

Gennaro Groppa
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Continuano a crescere i numeri relativi alle vaccinazioni in fascia d’età pediatrica nel territorio senese. Ciò significa che le famiglie stanno rispondendo, portando i loro figli che hanno dai 5 agli 11 anni ad effettuare le somministrazioni anti-Covid. A Siena l’asilo La Pimpa è la struttura dedicata (comunque non l’unica) a queste vaccinazioni: ogni giorno si registrano buoni numeri in quanto a presenze e dosi iniettate, lo stesso è avvenuto anche nell’Open day organizzato appositamente per i bambini senza la necessità della prenotazione. I dati indicano che la platea complessiva di bambini in fascia d’età 5-11 anni in provincia di Siena è di 15.776 persone. Alla giornata di sabato la prima dose è stata somministrata al 38,6% di loro, la seconda al 21,3%. Le percentuali stanno aumentando: al 31 gennaio i vaccinati con prima dose erano il 35,4% dei 15.776 bambini, quelli con seconda dose il 15%. Il tutto mentre a livello nazionale e internazionale si continua a parlare anche delle vaccinazioni da effettuare su una platea di età ancora inferiore, di bambini quindi sotto ai 5 anni di età. Il dato della provincia di Siena per le prime dosi in fascia di età 5-11 anni è lievemente più alto rispetto alla media regionale, che è pari al 37,27%; ne sono state somministrate 80.043 su una platea di 214.771. Il dato delle seconde dosi a livello toscano è al 21,96% (sono state effettuate 47.166 iniezioni), quindi un po’ superiore alla media senese.  A livello nazionale è stato raggiunto il 34,4% dei bambini in età 5-11 anni, con 1.260.937 somministrazioni su una platea italiana di 3.656.069 persone. Le seconde dosi sono state iniettate al 22,12% dei bimbi (cioè a 808.780 di loro). 

 

 

Anche le associazioni del terzo settore stanno fornendo, come è avvenuto sin dall’inizio della pandemia, un grande contributo nella lotta al Coronavirus. Da gennaio molti enti di volontariato stanno realizzando tamponi, andando a supportare le strutture pubbliche e anche i centri privati in quello che è stato il frangente di maggiore pressione in tal senso per il boom di casi di positività da Covid (soprattutto a causa della variante Omicron, più diffusiva) tra la fine di dicembre e l’inizio di gennaio. La platea di associazioni che si sono adoperate in tal senso è anche cresciuta nel corso del mese di gennaio, con altri enti che hanno voluto dare il loro apporto per la realizzazione dei test sanitari. 

 

 

Era stata richiesta, a gennaio, una disponibilità del terzo settore anche per le vaccinazioni. E alcuni enti si sono offerti pure in questo senso. Tuttavia al momento nessuna associazione ha dato il via alle somministrazioni. Il motivo è dato dalla presenza di numerosi hub vaccinali che sono già attivi nel territorio senese e che stanno lavorando a pieno ritmo e regime, riuscendo a soddisfare tutte le richieste. Nel corso del mese di gennaio, infatti, si sono raggiunti nella provincia senese picchi di duemila somministrazioni al giorno. Un numero, questo, che è tra i più alti dell’intera campagna vaccinale avviata alla fine di dicembre 2020. Tra prime dosi agli over 50 che si sono “messi in regola”, anche a seguito dell’obbligo vaccinale imposto dal governo guidato dal premier Mario Draghi e le multe previste a chi ancora non si sia vaccinato, tra prime e seconde dosi pediatriche ed il “booster” (terza dose) necessario per il super green pass per quanti avessero terminato nei mesi estivi il ciclo primario è stato un gennaio intensissimo in quanto a somministrazioni anti-Covid. Le associazioni di volontariato si dicono comunque ancora disponibili, qualora ce ne fosse bisogno, anche a dare un contributo in questo senso.