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Siena, Sarteano annuncia che correrà la Giostra. Ora manca solo il Palio

Marco Decandia
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Sarteano manda un messaggio a Siena, carico di speranza anche se con la consapevolezza che certe situazioni sono diverse. La città termale, nel 2022, avrà la sua Giostra dopo due anni di digiuno. Esattamente come è accaduto al capoluogo con il Palio, per il quale sono in campo tutte le strategie e le menti per trovare un modo di adattare le esigenze sanitarie allo spirito di popolo che unisce la Festa delle 17 contrade. A dare conferma dell’importante novità sarteanese è Gianfranco Paolini, presidente della Giostra del Saracino. “Dopo le parole del sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri, che ha annunciato che dopo il 31 marzo non ci sarà alcuna proroga dello stato di emergenza, anche l’ultimo tassello è andato al suo posto. Avremo di nuovo la nostra manifestazione, cancellata nel 2020 e nel 2021 dalla pandemia. La decisione è stata presa giovedì sera e non nascondo la mia emozione. Intorno all’8 di agosto presenteremo il drappellone, e per illustrarlo intendo invitare persone di spicco, come lo è stato, nel recente passato, il professor Duccio Balestracci. L’11 ci sarà la tratta e il 15 il clou, la Giostra. In più, torneranno gli spettacoli itineranti, che ultimamente erano stati, per ovvi motivi, concentrati solo all’ombra della rocca. Incrociamo le dita, ma si prospetta un vero ritorno alla vita”.

Un appuntamento a lungo accarezzato, oltretutto in un anno particolare. “Nel 2022 celebriamo il quarantennale da quando è stato deciso di ripristinare la Giostra. Un evento di enorme importanza, che meriterebbe anche un’edizione straordinaria. E’ un’idea che ho sviluppato da un po’ di tempo, nel 2021, quando è diventato evidente che la pandemia ci avrebbe privato ancora una volta della nostra gioia, questa prospettiva è stata un qualcosa a cui aggrapparsi e non disperarci troppo. Per adesso è stato importante mettere un primo puntello, una prima certezza legata al 15 agosto. Ma chi mi conosce lo sa bene, sono uno che non si arrende. Ho in mente questo sogno e non è affatto tramontato. Ne riparleremo”.

Sarteano, dunque, tornerà a imbandierarsi ed emozionarsi con la sua amata tradizione. Può essere un messaggio anche per Siena? “Io sono profondamente legato al Palio - dice Paolini. - Sono di famiglia fortemente radicata sulle lastre, sono di contrada e l’adrenalina che mi dà il tufo è qualcosa di viscerale e indescrivibile. Spero tanto che le chiarine possano tornare a squillare, che la gioia, la delusione, le lacrime e i canti tornino sotto la torre del Mangia. Se quanto deciso per la Giostra può servire da stimolo, sarei la persona più felice del mondo. Parlo con il cuore in mano. Sono però anche consapevole che il contesto è un po’ diverso. A Sarteano, per la gente ci sono soltanto le tribune, quindi anche nel peggiore dei casi resta la possibilità di ridurre i posti e garantire il distanziamento. A Siena è impensabile correre soltanto per persone sedute sui palchi, o affacciate a balconi e finestre. L’interno di piazza del Campo non può essere interdetto, né tantomeno si può stabilire il singolo contradaiolo dove deve andare a posizionarsi. L’anno scorso la prospettiva di inchiodare sedie nella Conchiglia è stata accolta con lo stesso slancio che merita una barzelletta. La decisione del sottosegretario Sileri, però, può trasformarsi in un trampolino di lancio: se dal primo aprile non ci sarà più lo stato di emergenza, è un dato di fatto che varrà ovunque. Quindi anche a Siena. La voglia dei popoli di ritrovare il Palio, poi, può fare il resto: un evento come quelli fino al 2019 non si potrà verificare ancora per un po’, ma credo che qualche restrizione, se non troppo ghettizzante e discriminante, sarà accettata”.