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Siena, coltellate al supermercato: condanna confermata

Claudio Coli
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Accoltellò un uomo al supermercato: in Appello conferma condanna per tentato omicidio, sconto da otto a sette anni. A febbraio a processo va invece la vittima delle coltellate, presunta violenza sessuale sulla figlia del suo aggressore. Si ipotizza sia questo il motivo dell'assalto. E' stata dunque confermata in Appello la condanna a carico di un 59enne che nel gennaio 2020 aggredì con due coltellate un 42enne in un supermercato Simply di Gracciano di Colle di Val d'Elsa. Due fendenti, inferti tra braccio e torace, che per fortuna non provocarono danni fisici irrimediabili, anche se gli strascichi psicologici sono stati forti. L'uomo subì una pena di 8 anni in primo grado dal tribunale di Siena nel marzo 2021, con il rito abbreviato. Ieri la Corte di Firenze ha confermato la condanna, riducendola a 7 anni, dopo il ricorso presentato dalla difesa. Un alleggerimento di un anno frutto di un accordo tra le parti che ha avuto il consenso della pubblica accusa e che è stato infine accolto anche dai giudicanti. Oltre alla condanna, è stata confermata la liquidazione del danno alla parte civile che si era costituita in giudizio, rappresentata dall'avvocato Michele Cortazzo. 

 

 

Come si ricorda l'aggressore fu arrestato da carabinieri e polizia, con un blitz nella sua abitazione, poco dopo l'agguato, che avvenne tra le casse e l'esterno del supermercato. Decisiva fu per le forze dell'ordine, ai fini dell'identificazione del responsabile, la visione delle telecamere di sicurezza e l'ascolto dei testimoni oculari. L'aggressore fu rintracciato e trovato in casa con addosso i vestiti che aveva al momento dell'accoltellamento, ed ammise la sua responsabilità di fronte alle prove mostrategli dagli investigatori. 
I motivi dell'assalto potrebbero essere meglio compresi grazie a un processo collaterale che si lega a tale vicenda, e che riprenderà il 10 febbraio, con imputato proprio il 41enne vittima delle coltellate.

 

 

L'uomo è accusato di presunta violenza sessuale su una ragazza che risulta essere la figlia del 59enne condannato per il tentato omicidio. Secondo le ipotesi degli inquirenti già formulate durante le indagini ci sarebbe un collegamento con l'aggressione, che sarebbe dunque scaturita a causa di questa presunta violenza carnale: “ad avviso di chi indaga nessun gesto estemporaneo, come riferito dall'uomo durante un interrogatorio”, ma una premeditazione, legata a vecchie ruggini e motivi personali. Una tesi in ogni caso mai confermata dal legale della parte offesa, che anzi ha sempre ribadito come i due non si conoscessero. L'esito di questo procedimento ancillare farà maggiore chiarezza.