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Banca Mps, chiesta la conferma delle condanne per gli ex vertici

Claudio Coli
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“Derivati, confermate la condanna per gli ex vertici di Banca Mps”. Questa è stata la richiesta formulata alla Corte di Appello dalla sostituta Procuratrice generale di Milano Gemma Gualdi, al termine della sua requisitoria nel corso del processo di secondo grado sul caso dei veicoli finanziari Alexandria, Santorini e Fresh che per l’accusa erano stati creati per coprire le perdite causate dal discusso acquisto di Antonveneta da parte dell'istituto di credito senese. Un passaggio cruciale del procedimento partito a novembre, che fa seguito a quello di primo grado dell'ottobre 2019 al termine del quale gli ex manager della banca erano stati condannati con pene severe. La procuratrice ha chiesto alla Corte di confermare in blocco le condanne, e di riformarle con una durata leggermente inferiore a causa del sopraggiungere della prescrizione per quanto riguarda alcuni capi di imputazione (relativi ai reati di falso in prospetto, false comunicazioni sociali e ostacolo all’autorità di vigilanza, non prescritti invece quelli legati alla manipolazione del mercato e al falso in bilancio).

L'istanza per l’ex presidente della banca di Rocca Salimbeni, Giuseppe Mussari, è di 6 anni e 4 mesi (in primo grado la pena inflitta è stata di 7 anni e 6 mesi), per Antonio Vigni, ex direttore generale della banca, è stata sollecitata invece una condanna a 6 anni (in primo grado la pena era di 7 anni e 3 mesi anni). Chiesti poi 4 anni per Gianluca Baldassari ex responsabile dell’area Finanza di Mps (in primo grado gli sono stati comminati 4 anni e 8 mesi). In aula, durante la requisitoria, il procuratore Gualdi ha sottolineato come gli sconti applicati sarebbero stati maggiori se gli imputati avessero scelto la via del patteggiamento; in ogni caso la richiesta di conferma delle pene, secondo l'accusa, deve “tenere conto dell'intensità del dolo e della gravità dei danni prodotti" ha detto il magistrato al termine della sua requisitoria.

Le richieste di condanna sono arrivate anche per Daniele Pirondini, ex direttore finanziario, a 4 anni e 6 mesi (da 5 anni e 3 mesi), Marco Di Santo a 3 anni (da 3 anni e 6 mesi) e per altri sei tra manager ed ex manager di Deutsche Bank e due di Nomura. Per quanto riguarda le società a processo, Deutsche Bank Ag, Deutsche Bank London Branch e Nomura (imputate per la legge 231), la procura generale ha chiesto di confermare le confische ma di “valutare una riduzione della sanzione pecuniaria” considerando che i due istituti bancari hanno versato risarcimenti da 254 milioni di euro. In primo grado per Deutsche Bank era stata disposta una confisca di 64 milioni e una multa di 3, mentre per Nomura una confisca di 88 milioni e una multa di 3,45 milioni. Si torna in aula il 31 gennaio, con le parti civili, la sentenza è attesa non prima di marzo.