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Morte David Rossi, la commissione manterrà le altre consulenze

Aldo Tani
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Le verifiche sono d'obbligo, ma il caso merita un approfondimento. A effettuarlo saranno sia la prefettura di Firenze che la procura di Genova. Come riporta il Corriere Fiorentino, tre giorni fa il pm Antonino Nastasi ha trovato una luce accesa all'interno della propria auto, parcheggiata sotto casa. La sera precedente era spenta e la macchina era stata chiusa. Dalla vettura non è stato portato via niente, quindi sembra difficile ipotizzare un tentativo di furto. Il magistrato si è detto poi sicuro di non averla dimentica accesa, né tanto meno può essere scattata in modo fortuito. Nastasi ha presentato perciò denuncia, che sarà passata ai colleghi liguri: responsabili per quanto riguarda i reati nei confronti dei pm toscani. Il magistrato è impegnato nell'inchiesta sulla Fondazione Open, che vede coinvolto Matteo Renzi. Proprio il leader di Italia Viva nelle ultime settimane ha più volte attaccato Nastasi, soprattutto dopo le rivelazioni dell'ex comandante dei Carabinieri di Siena, Pasquale Aglieco.

 

Il colonnello, parlando davanti alla commissione che indaga sulla morte di David Rossi, lo aveva chiamato in causa in merito al sopralluogo nell'ufficio di Rossi. All'epoca il magistrato era di stanza a Siena e si occupava dell'inchiesta sulle vicende legate a Banca Mps. La sera del 6 marzo 2013, con Rossi già cadavere in vicolo di Monte Pio, era arrivato nella sede di Montepaschi insieme ai colleghi Nicola Marini e Aldo Natalini. Aglieco aveva raccontato alcuni passaggi dell'ispezione che lo vedevano protagonista. Tra cui la risposta dal telefono di Rossi alla chiamata di Daniela Santanchè. Fatto negato dal magistrato.

 

A seguito di quelle dichiarazioni si è mossa la procura di Genova, decisa a fare luce sull'accaduto, e anche la commissione parlamentare, che lo ascolterà il prossimo 10 febbraio. Intanto l'organismo presieduto da Pierantonio Zanettin ha fatto sapere che nonostante il via libera del Csm alle consulenze dei pm Patrizia Foiera e Michele Romano, proseguirà la collaborazione anche con gli ex magistrati Carlo Nordio e Roberto Alfonso, oggi in pensione.