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Palio e tazzine delle contrade, parla il designer: "E' un mio progetto, spero si possa realizzare"

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Tazzine da caffè con colori e nomi delle contrade? Quest'operazione non si fa. O magari sì, se c'è la volontà, ma seguendo il giusto iter burocratico che deve coinvolgere il Consorzio per la tutela del Palio. Per adesso, comunque, è tutto racchiuso in una bolla di sapone.

 

 

Non è passata inosservata, la settimana scorsa, una foto su Instagram di tre tazzine che richiamavano in maniera diretta Bruco, Lupa e Onda, con tanto di nomi scritti nero su bianco, appoggiate su una cartina di piazza del Campo e con in alto il marchio Illy. Un mistero, perché sui profili social dell'azienda non c'è mai stata traccia di tale immagine, men che mai sul sito (dove esiste una sezione dedicata a tali oggetti speciali denominata Art collection), e il colosso triestino ha sottolineato con forza di non saperne niente e che non si tratta di una sua iniziativa. Indagando meglio, si risale a un designer, di nome Fred Martin, che sul proprio spazio web ha pubblicato questa creazione, chiamata Illy x Palio e accompagnata da una visuale del Campo dalla Costarella e da un fotogramma di Totò e Peppino che si godono un caffè. Contattare l'artista e capire cosa è successo è tutt'uno. “Ho voluto coniugare - spiega - la mia passione per la cultura italiana, per una città come Siena e per l'industria del caffè. Per adesso è soltanto un progetto, ma mi interessa molto e per questo sto pianificando di presentarlo alla Illy, nella speranza che lo voglia produrre”. Un cammino che, se intrapreso, necessariamente dovrà passare dalle scrivanie del Consorzio.

 

 

Non è la prima volta che il bimonio Siena-tazzine si presenta. La Damoka di Follonica, per esempio, accanto al suo caffè ne offre una serie denominata Pinocchio Viaggiatore, con disegni di Giuliano Giuggioli. Tra le perle visitate dal burattino di Collodi, c'è anche la città del Palio, ma quella che è rappresentata è una generica corsa di cavalli bianchi e neri all'ombra della torre del Mangia. Niente che possa mettere in allarme chi si occupa di tutela della Festa, insomma.