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Siena, morte David Rossi, i dettagli dei quesiti: l'ufficio di presidenza della commissione si riunisce per delineare ripresa dei lavori

Aldo Tani
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Sarà l’ultimo passaggio ufficiale prima dell’elezione del Presidente della Repubblica. Poi, sulla commissione che indaga sulla morte di David Rossi, calerà il silenzio per almeno una decina di giorni. Una pausa che perciò promette di rendere ancora più importante la seduta dell’Ufficio di presidenza, in programma oggi pomeriggio. Il presidente Pierantonio Zanettin e gli altri rappresentanti saranno chiamati a delineare la ripresa dei lavori. I punti fermi restano le audizioni dei magistrati senesi e quella di Giuseppe Mussari, ma la vicenda della mail creata con data successiva al decesso del manager ha rimescolato le carte. 
Nella lista delle persone da sentire dovrebbero entrare quindi Lorenza Pieraccini, ex segretaria dell’ad Fabrizio Viola, Valentino Fanti, capo-segreteria di Mussari, ovvero coloro che hanno dichiarato di aver letto quel messaggio il 4 marzo, più alcuni agenti della polizia postale di Genova che fecero la relazione nell’ambito dell’inchiesta sui presunti festini. La commissione poi sta raccogliendo informazioni su tutti gli uomini delle forze dell’ordine in servizio la sera del 6 marzo, quando Rossi è morto. 

 


Su quella mail stanno poi lavorando anche i reparti speciali dei carabinieri, incaricati della maxi-perizia. Soprattutto gli uomini del Racis. A loro sono state indirizzate cinquantuno domande, che prendono in analisi tabulati telefonici, supporti informatici e altre elementi inerenti il giorno del decesso del responsabile della comunicazione di Montepaschi e non solo. Uno di questi quesiti mira ad analizzare il file “outlook.pst”, “per verificare gli orari di invio e ricezione delle mail, a seconda dei server utilizzati”. In questo caso viene inserita una nota a margine, che serve a ricordare che “le mail del 4 marzo erano ricevute e o inviate per/da Emirati Arabi da parte di Viola”. 
Tra queste rientra quella con oggetto “HELP”, che ha dato come data di creazione il 7 marzo. La commissione chiede di “verificare da quale dispositivo sia stata formata e inviata. E ancora “verificare se vi siano backup di altri dispositivi sui computer in uso al Rossi oltre a quello del suo ipad”; “accertare il tempo di utilizzo del pc e l’esatta attività svolta dal pc del Rossi il giorno 6 marzo (studio della copia forense dell’hard disk); verificare quali tipologie di analisi siano state svolte sui dispositivi sequestrati la notte del 6 marzo 2013 all’esito delle perquisizioni avvenute presso l’abitazione e l’autovettura dei Rossi”. In merito a questo filone rientra anche il seguente: “verificare il grado di approfondimento delle analisi svolte sui supporti informatici sequestrati al dottor Rossi. In particolare, accertare se siano state fatte analisi di recovery tool o analisi dei dati cancellati”. 

 

 


L’organismo parlamentare si sofferma molto anche sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nel vicolo di Monte Pio. Gli inquirenti hanno lavorato su un filmato che inizia pochi istanti prima della caduta di Rossi da Rocca Salimbeni. La volontà della commissione è anche di cercare di capire come mai sia stato tagliato in quel modo e chi lo abbia deciso. A proposito di quelle riprese, la commissione dà mandato di “accertare se il video ritraente la caduta sia in qualche modo artefatto, in particolare con riferimento alle persone in fondo al vicolo e all’uomo che entra nel video”. Tra i quesiti afferenti a questa sfera rientrano anche quelli per capire “lo stato dei vestiti durante la caduta e la permanenza a terra di Rossi” e “se ci fosse l’orologio al polso sinistro”.