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Morte David Rossi, Rizzetto: "Vogliamo arrivare alla verità. Sentiremo anche Ettore Gotti Tedeschi"

Aldo Tani
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Da un parte la possibilità che tra poco sia tutto finito, dall'altra la voglia di arrivare in fondo. Indipendentemente da quello che conseguirà all'elezione del Presidente della Repubblica, per Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d'Italia, non ci sono rimpianti. Quasi un anno fa si era messo in testa di fare chiarezza sulla morte di David Rossi, l'ex campo della comunicazione di Banca Mps precipitato dal suo ufficio il 6 marzo 2013, e con caparbietà è riuscito a far approvare l'istituzione di una commissione d'inchiesta parlamentare. Il resto è una storia ancora da scrivere.

Onorevole Rizzetto, che valutazione dà dei casi spot come quello della mail postuma?

"E' una notizia che è arrivata alla commissione e vogliamo verificarla bene, con l'aiuto dei nostri consulenti. Abbiamo fissato un Ufficio di presidenza urgente proprio per decidere come muoversi. Anche alla luce di quest'ultimo caso, ritengo che il nostro lavoro sarà molto ampio".

Non correte il rischio di perdervi con tutte queste vicende parallele?

"Se dovessi analizzare in termini percentuali quanto abbiamo fatto finora, dire che il 70 per cento della nostra attività è stata rivolta a piste principali, comprese le sedute secretate. La parte restante ha fatto da corollario, che vorremmo seguire meno nei prossimi mesi".

Una delle conseguenze della mail è che sentirete altre persone. In generale, non diventa troppo ampia questa platea?

"Siamo andati in profondità rispetto ad altri che hanno svolto le indagini. Non voglio dire che siamo più bravi, ma ogni elemento nuovo che esce sulla vicenda Mps e sulla morte di David Rossi si aprono nuovi capitoli. Ed è nostro dovere lavorare per creare una fase istruttoria importante. A questo proposito, io sono mesi che chiedo di sentire Ettore Gotti Tedeschi (ex presidente di Banco Santander in Italia all'epoca della vendita di Antonveneta a Banca Mps, ndr) e credo che verrà chiamato nelle prossime settimane".

A quasi un anno dall'istituzione della commissione d’inchiesta, è soddisfatto?

"Lo sono soprattutto per la collegialità che si è registrata al suo interno e per l'intensità del lavoro. Al netto di una fine anticipata della legislatura, abbiamo un anno davanti. Ora dobbiamo sfrondare il superfluo e concentrarsi su quei tre-quattro elementi principali per capire cosa è successo a David Rossi".

L'attenzione quotidiana dei media nazionali è una vittoria?

"Non mi piace la parola vittoria. E' un qualcosa che doveva già essere fatto, però lo reputo un buon lavoro. Direi piuttosto che raggiungeremo un risultato quando tutti avranno le idee più chiare rispetto a quanto accaduto".

Dall'esito delle perizie dei Ris si aspetta la svolta del caso?

"Non la metterei così. Sono state fatte in modo ineccepibile. Non è escluso però che potremmo chiederne altre. La storia recente ci ha insegnato che ogni giorno possono emergere degli elementi nuovi".

Trova opportuno che sia ancora Genova a indagare sui magistrati senesi?

"No, non lo trovo opportuno".

E' deluso dalla mancata audizione di Mussari?

"No, un po' me lo aspettavo. Comunque lo sentiremo prossimamente".

Il presidente Zanettin ha indicato cinque nomi da sentire assolutamente. Lei oltre a Gotti Tedeschi, ha delle preferenze?

"L'ex comandante dei carabinieri di Monteriggioni, Francesco Marinucci. Questi due li ascolterei volentieri e in breve tempo".

Se si dovesse andate al voto anticipato e quindi terminasse il lavoro della commissione, sarebbe una sconfitta?

"No, anche perché è indipendente dalla nostra volontà. In ogni caso, è uscito molto di più di quello che si sapeva finora. Se poi dovessi essere rieletto, sulla base di quello che uscirà nelle prossime settimane, non è escluso che possa riproporre l'istituzione di una nuova commissione su Rossi. Magari come primo atto".

Ha mai creduto all'ipotesi del suicidio?

"Se dopo due archiviazioni, mi sono messo in testa a questo azione, significa che qualche dubbio ce l'avevo. Adesso mi si stanno schiarendo un po' di più".