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Morte David Rossi, il fratello Ranieri: "Basta sensazionalismi, lasciamo lavorare la commissione"

Aldo Tani
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Non è semplice non farsi travolgere dall’ondata mediatica che ha investito di nuovo il caso della morte di David Rossi, ex manager di banca Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Anche agli occhi del fratello Ranieri tuttoo questo interesse crea apprensione. 
Ranieri, la mail postuma è stata passata al setaccio. Serve tutta questa attenzione?
“Credo che sia stato creato un caso dal nulla. Soprattutto quando a questa storia si avvicinano persone che la conoscono in modo approssimativo, non ne consegue niente di positivo. Attenzione, è bene che la morte di David non vada nel dimenticatoio, ma gli scatti in avanti e i sensazionalismi non servono. Lasciamo lavorare la commissione, che lo sta facendo bene”. 
Del clamore della mail che l’ha colpita?
“Il fatto che i media abbiano fatto attenzione ad alcune cose e meno ad altre. E’ vero che la data di creazione è il 7 marzo, ma quella di spedizione è di tre giorni prima. Poi c’è la dichiarazione di Lorenza Pieraccini, che dice di averla letta, stampata e fatta vedere a Valentino Fanti. O ci si convince che abbia mentito oppure tutta questa storia è una bufala”.

 


 

Nell’ultima settimana lei come altri familiari di Rossi siete apparsi in tv. Può portare benefici?
“Non saprei giudicarlo, ma resto convinto che possa contribuire a fare un po’ di chiarezza su una vicenda complessa. Noi, nostro malgrado, ci siamo dentro fin dall’inizio e tante cose che ora vengono fuori, per anni le abbiamo dette. Sarebbe stato meglio che fosse accaduto prima, ma è comunque utile che ci sia la volontà di approfondire”. 
Antonella Tognazzi ha detto che David è stato ucciso perché sapeva troppo. Lo crede anche lei?
“Penso che a questo punto faccia poca differenza. Prima del movente c’è da sapere come è morto. Sicuramente era all’interno di un sistema dove giravano tanti soldi e può darsi che non ne sia stato all’oscuro. Tuttavia, a mio avviso, non aggiunge niente”. 
E’ stupito dal fatto che dopo otto anni non si sappia se David è caduto dal terzo o dal quarto piano?
“Non ci hanno mai ascoltato su questo. Le tracce di bianco trovate sotto le sue scarpe, il fatto che al piano superiore non ci sia la sbarra e le testimonianze rese da chi era in banca quella sera. Ci sono diversi elementi che puntano anche a una lettura differente. Si prendano in esame e si provi a chiarire una volta per tutte”. 
Considera una beffa che si indaghi ancora sui magistrati visti i precedenti?
“Più che altro non mi sembra che Genova si sia dimostrata una procura solerte nello spaccare il capello in quattro. Si è rimpallata i fascicoli con Siena. Quindi, si avvii pure una nuova indagine, ma lo si faccia in un luogo differente”.

 


 

Genova sarà chiamata anche a far luce sulle foto mancanti dal fascicolo. Sorpreso dall’indagine?
“A dire la verità mi ha stupito come si sono mossi, cioè chiamando Massimo Giletti. Lui ha solo riportato quello che ha detto l’agente Federica Romano. Non credo serva aggiungere altro”.
E’ rimasto deluso dalla mancata audizione di Mussari?
"Non credo che possa essere una persona destinata a fare la differenza. E’ sicuramente coinvolto emotivamente, ma non sposta gli equilibri di questa storia”.
Ranieri Rossi chi chiamerebbe in audizione?
“La lista è lunga. Vorrei ascoltare i magistrati, ma anche i due Gip che hanno archiviato le inchieste di Siena. Il colonnello Zavattaro, i medici legali e anche l’agente dei Ris che fece le perizie sul muro esterno”.
Ha trovato strano il fatto che il Csm non abbia ancora autorizzato la consulenza dei magistrati?
“Mi limito a quanto hanno dichiarato i membri della commissione. Mi sembra che abbia prevalso un senso di delusione per questo stop. Non conosco le dinamiche, ma da quello che ho capito, ci contavano”.
Gli esiti della maxi-perizia potranno dare una svolta al caso?
“Me lo auguro. Noi con i nostri consulenti di parte, abbiamo già fatto alcune di quelle prove. Nessuno ci ha mai preso in considerazione. Fortunatamente la commissione ci ha ascoltato. Non resta che sperare che questa sia la volta buona”.