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Morte David Rossi, la procura sapeva dei sospetti sulla mail indirizzata a Viola

Aldo Tani
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Il fascicolo con la segnalazione della presunta mail postuma era arrivato a Siena un anno fa. Conteneva la relazione della polizia postale di Genova, che evidenziava la datazione sospetta della missiva: 7 marzo 2013. David Rossi era morto il giorno prima e quel messaggio inviato all'amministratore delegato di Mps, Fabrizio Viola, faceva parte dello scambio avvenuto il 4 marzo. La gip Franca Borzone, che nel capoluogo ligure aveva archiviato l'inchiesta sui presunti festini dove sarebbero stati presenti anche alcuni magistrati senesi, aveva spedito il tutto alla procura toscana. Un caso che la commissione che indaga sul decesso del manager, ha affidato ai reparti speciali dei carabinieri, incaricati della maxi-perizia. 

 

 

Della mail, dal testo inequivocabile, "Stasera mi suicido. Aiutatemi!!!", se ne era però parlato anche in passato. Lo aveva fatto Lorenza Pieraccini, segretaria di Viola, ascoltata dai magistrati senesi l’8 novembre 2017 e che poi, in un'intervista alla trasmissione televisiva Le Iene, aveva detto di averla stampata e portata a Valentino Fanti, allora capo-segreteria del Cda di Montepaschi. La sua affermazione era relativa al fatto che di fronte ai magistrati Viola avesse sostenuto di non averla vista. Quel passaggio era stato ripetuto dal giornalista Antonino Monteleone in audizione davanti alla commissione parlamentare. Sull'ipotesi di creazione successiva si è detto scettico anche Ranieri Rossi, fratello di David: "Dire che quella mail è stata creata il 7 marzo e sostenere che il 4 marzo non esisteva mi sembra eccessivo. Quel messaggio è stato letto proprio il 4 marzo". Il familiare ha poi dettagliato la sua convinzione: "Partiamo da un dato certo: la mail è stata letta il 4 marzo. Viola ha detto di non averla vista e non se ne ricorda, ma l'hanno comunque letta la Pieraccini e il Fanti. Non so perché nel computer c'è questa anomalia sulla data del 7. Ci sta che qualcuno l'abbia messo dopo dentro al computer? Questo non lo so. Va bene analizzare i computer ed i tabulati, mancano alcune telefonate e non si capisce come mai. Vediamo però un elemento alla volta, senza andare fuori dalle righe". 

 

 

Oltre agli uomini dell'Arma, la vicenda sarà presa in esame anche dalla procura di Genova. I magistrati saranno impegnati in una serie di audizioni relative ai colleghi senesi. Come persona informata dei fatti, sarà ascoltato anche l'ex comandante dei carabinieri, Pasquale Aglieco. Colui che con le sue dichiarazioni davanti all'organismo presieduto da Pierantonio Zanettin, ha messo in luce alcuni passaggi del sopralluogo nell'ufficio di Rossi fatto dai pm. In particolare le azioni di Antonino Nastasi. A tal proposito, a Genova è stato aperto un fascicolo per atti relativi, senza ipotesi di reato e al momento senza indagati.