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Palio, il fantino Gingillo: "Per me Brio era soprattutto un amico"

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L'amministrazione di Murlo sta studiando qualcosa per ricordare Andrea Mari detto Brio, eroe del Palio di Siena morto in maniera tragica il 17 maggio 2021. Sarà un evento? Una targa? Una parte del patrimonio viario del paese? Per il momento il Covid blocca qualsiasi iniziativa, dunque occorre attendere prima di dare una risposta all'interrogativo. Nel 2018 fu organizzata una cena in onore della sua vittoria nel Drago e di quella di Gingillo nella Lupa. "Ricordo ancora quella serata - sorride con una sfumatura di nostalgia proprio Giuseppe Zedde. - Fu molto divertente e aderirono tante persone. Ho diversi ricordi di Andrea, legati alla nostra professione ma anche alla vita privata. A livello lavorativo era un combattente, ma sapeva rendere più leggeri gli appuntamenti con la sua ironia, le battute sempre pronte e una risata contagiosa. Era un personaggio che riusciva a sciogliere anche i momenti di massima tensione. Ricordo le nostre lunghe uscite di allenamento a cavallo nelle colline di Murlo, soprattutto quando vivevo ancora a Vescovado, ma anche successivamente ho cercato di mantenere l'abitudine di queste sessioni di allenamento in sua compagnia”.

 

 

C'è soprattutto voglia di ricordarlo con il sorriso e non con tristezza o rimpianto: “Lui ha sempre vissuto al massimo ed era una persona a cui tutti volevano bene. Secondo me deve essere ricordato in maniera leggera e positiva, come già le persone stanno facendo. Lui non vorrebbe vederci tristi".

 

 

Quali sono le doti che un fantino deve avere e che Brio ha impersonato? “A questo livello - spiega Ginigllo - è un lavoro che comporta molti sacrifici, fatti di allenamenti, capacità di capire i cavalli e le dinamiche al momento giusto. Andrea in questo era molto bravo, aveva un talento naturale che gli permetteva di adattarsi a tutti i tipi di soggetti e di sfruttare al meglio le traiettorie di piazza del Campo”.