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Contagi, quarantene e sblocco dei licenziamenti: allarme della Cgil. "Seri rischi sul lavoro dal 10 gennaio"

Gennaro Groppa
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“Quel che accade con la pandemia da Coronavirus ha ovvie ripercussioni anche dal punto di vista economico. Gennaio sarà un mese importante, una vera e propria cartina tornasole. Temiamo che per la situazione attuale, e visto che il blocco dei licenziamenti non è stato prorogato, possano esserci a breve delle serie problematiche nelle aziende”. Il segretario generale della Cgil di Siena Fabio Seggiani lancia l’allarme. Ovviamente, la crisi sanitaria dovuta al Coronavirus comporta problematiche e difficoltà forti e rilevanti anche da un punto di vista economico a tanti settori lavorativi ed occupazionali. Dopo un periodo nel quale era tornata la fiducia, grazie ai finanziamenti europei, grazie a progetti e idee a ogni livello organizzativo e decisionale e ad un contesto pandemico in miglioramento, adesso è tornata la paura.

 

 

“Stiamo vedendo – afferma Seggiani – che il boom dei contagi al quale stiamo assistendo nel corso degli ultimi giorni ha causato numerose difficoltà, e tra queste anche il fatto che i controlli e il tracciamento stanno saltando. Ciò ovviamente non può non avere ripercussioni sui luoghi di lavoro. Credo che dal 10 gennaio in avanti avremo tante assenze sui luoghi di lavoro, questo scenario lo stiamo già riscontrando in ambito sanitario dove noi comunque da tempo denunciamo la carenza degli organici, e pure nel servizio del trasporto pubblico locale. A questo riguardo si rischia di non riuscire a coprire i servizi scolastici essenziali alla ripresa delle lezioni. Un altro grosso rischio del momento è comunque il ritorno in dad, e sarebbe una situazione massacrante per i ragazzi; abbiamo visto infatti i disagi che ha già comportato nel periodo pandemico. Ciò inoltre creerebbe ulteriori problemi alle famiglie: spesso infatti i giovanissimi non rimangono a casa da soli, quindi si porrebbe l’ennesima questione per le donne lavoratrici che dovrebbero decidere se andare a lavorare o rimanere a casa con i figli”. Lo scenario quindi non è certamente buono. I numeri dei contagi restano alti, così come quelli che indicano i tamponi che vengono effettuati ogni giorno e le persone che sono costrette a stare in quarantena. Nei drive through della Asl così come nelle strutture private e nelle farmacie la richiesta di potersi sottoporre a tampone rimane eccezionale ed esagerata. Con file e ritardi costanti nell’effettuazione del servizio. 

 

 

Un simile scenario consequenziale può comportare nuovi problemi lavorativi e occupazionali. Seggiani fa il punto: “Di questioni sul tavolo ce ne sono molte – dice. – C’è il tema della carenza delle materie prime e quello dei rincari dell’energia. Ciò può portare a difficoltà di liquidità per le imprese che, se associata alla fine del blocco dei licenziamenti a partire dal 31 dicembre scorso, può avere ripercussioni gravi sul mondo del lavoro. Avevamo chiesto che il blocco dei licenziamenti venisse prorogato almeno fino alla stessa data dell’emergenza pandemica, ma ciò non è avvenuto. Ora sono molto preoccupato. In un contesto già difficile certamente non ci voleva il peggioramento della pandemia che si è verificato nelle ultime settimane. Si era detto che l’Italia era il Paese che aveva reagito meglio a questo scenario Covid, tuttavia rischiamo di tornare rapidamente indietro”. Ancora il segretario generale della Cgil di Siena: “Sottolineo comunque che anche nella provincia senese l’85% della nuova forza lavoro di cui si è parlato nel 2021 era ed è precaria. Ora si rischia di rientrare in un momento fosco e buio. Si pensi anche al commercio, alla ristorazione e a tutti coloro che vivono di turismo. Si parla di un 70% di disdette per quel che riguarda le presenze nel periodo delle festività natalizie. E’ una percentuale enorme. Ed è chiaro che la leggera ripresa che aveva vissuto un settore che è stato comunque devastato dal Covid sembra avere subito un fortissimo arretramento. Dobbiamo difendere i nostri punti di forza e i nostri settori occupazionali, per questo motivo da un anno come Cgil abbiamo chiesto a più riprese la nascita del distretto industriale delle scienze della vita. Avevamo proposto anche l’attivazione di un tavolo per la realizzazione di progetti al fine di andare ad intercettare i finanziamenti del Pnrr. Il tavolo è stato attivato con parti sociali, associazioni di categoria e istituzioni, e ne siamo contenti. Puntiamo ad una omogeneità di visione comune per realizzare progetti e per reperire risorse, a gennaio avremo altri incontri con questo fine”.